Dopo tre giorni di trattative separate a Riad, in Arabia Saudita, mediatori americani hanno favorito un’intesa preliminare tra Russia e Ucraina per fermare i combattimenti nel Mar Nero. I dettagli restano da definire, come dimostrano le divergenze nei comunicati delle due parti, ma se la tregua navale fosse confermata potrebbe riaprire la strada all’accordo sul grano del 2022 e, forse, spianare il cammino verso un cessate il fuoco più ampio.

Le trattative hanno visto la delegazione statunitense incontrare prima i rappresentanti ucraini, poi quelli russi, alternando i colloqui. Il vice capo del Comitato di difesa russo, Vladimir Chizhov, ha commentato: «Anche il fatto che si siano seduti per 12 ore, accordandosi su una dichiarazione congiunta, che però non è stata adottata a causa della posizione dell’Ucraina, è tipico e sintomatico». A rincarare la dose è arrivato il ministro degli Esteri Lavrov, che ha attaccato i leader europei come il britannico Starmer e il francese Macron: «Questi sognatori dimostrano la loro totale incompetenza politica».

Nonostante la tensione, la Casa Bianca ha annunciato un accordo su cinque punti. «Usa e Russia hanno concordato di garantire una navigazione sicura, eliminare l’uso della forza e impedire l’uso di navi commerciali per scopi militari nel Mar Nero. Gli Usa aiuteranno a ripristinare l’accesso della Russia al mercato mondiale per le esportazioni di prodotti agricoli e fertilizzanti, ridurre i costi delle assicurazioni marittime e migliorare l’accesso ai porti e ai sistemi di pagamento per tali transazioni. Usa e Russia hanno concordato di sviluppare misure per attuare l’accordo di Trump e Putin per vietare gli attacchi contro le strutture energetiche di Russia e Ucraina. Accolgono con favore i buoni uffici dei paesi terzi per implementare gli accordi energetici e marittimi. Continueranno a lavorare per una pace duratura».

Mosca, dal canto suo, ha chiarito che la rimozione delle restrizioni sulle operazioni della sua banca agricola e l’accesso ai sistemi di pagamento internazionali è una condizione imprescindibile per l’attuazione dell’accordo. Il comunicato americano accenna a questa possibilità, ma senza dettagli precisi. Inoltre, il testo congiunto tra Usa e Ucraina include riferimenti alla liberazione dei prigionieri e dei bambini deportati, elementi del tutto assenti nella versione russa, che invece sottolinea l’impegno per un cessate il fuoco sugli impianti energetici per 30 giorni a partire dal 18 marzo 2025.

Il presidente ucraino Zelensky ha mostrato cautela: «È troppo presto per dire che l’accordo funzionerà, ma questi sono i passi giusti. Nessuno può accusare l’Ucraina di non muoversi verso una pace sostenibile dopo questo». Ha inoltre aperto all’idea di coinvolgere altri mediatori: «Non sarebbe una brutta cosa se qualcuno dall’Europa, o ad esempio dalla Turchia, potesse essere coinvolto in mare, e forse qualcuno dal Medio Oriente sull’energia».

I prossimi incontri si sposteranno su questioni più tecniche. Il Cremlino ha precisato che non ci sono chiamate programmate tra Putin e Trump, ma ha lasciato intendere che un contatto potrebbe avvenire rapidamente, se necessario.