Dopo proteste analoghe nei Paesi balcanici, Est Europa e persino negli Stati Uniti, ora anche in Svezia cresce il movimento per il boicottaggio dei supermercati. La motivazione è sempre la stessa: il progressivo aumento dell’inflazione, che dagli anni del Covid prima, e con l’invasione russa dell’Ucraina poi, continua a ridurre il potere d’acquisto dei lavoratori.

Anche il ricco nord Europa non è esente dal trend. Dopo che a febbraio è stato registrato il più grande aumento dei prezzi dei prodotti alimentari degli ultimi due anni, la settimana scorsa migliaia di svedesi hanno deciso di aderire alla campagna "Bojkotta vecka 12" – che invita a boicottare i supermercati nella 12esima settimana del calendario.A dare la notizia è il Guardian. Il giornale inglese riporta le parole di una studentessa di Malmö, Filippa Lind, secondo cui il boicottaggio ha creato un grande dibattito nel Paese scandinavo. Lind afferma di aver partecipato all’iniziativa per via dei «prezzi irragionevolmente alti», ma anche per «atto di solidarietà verso gli altri».

Anche in questo caso il passa parola via social è stato fondamentale per promuovere la mobilitazione. L’esempio più citato è il caffè: il prezzo a confezione raggiungerà presto la soglia simbolica di 100 corone (9,20 euro).Nel mirino ci sono le grosse catene, accusate di spartirsi il mercato in una situazione di oligopolio che permette ai distributori di mantenere alti i prezzi – e quindi i profitti – senza subire la concorrenza. I supermercati attribuiscono invece la colpa a fattori esterni, come i conflitti e i prezzi delle materie prime. Le stesse motivazioni sono state elencate dal Ministro dell’Agricoltura, Peter Kullgren, che però ha sottolineato la necessità di migliorare la concorrenza nel commercio. Anche favorendo l’apertura di nuovi supermercati.Il tema, insomma, ha scosso l’opinione pubblica. E il Governo non ha potuto ignorare le richieste dei cittadini: venerdì scorso ha presentato una nuova strategia alimentare per aumentare la produzione nazionale di cibo. Pur riconoscendo il problema, Kullgren ha comunque espresso dubbi sull’efficacia del boicottaggio. Potrebbe avere «l'effetto opposto», ha detto. Per ora, l’unica certezza è che il successo dell’iniziativa ha portato all’attenzione delle istituzioni un disagio popolare che non potrà essere ignorato.