Turchia, le proteste contro Erdogan dopo l’arresto del sindaco di Istanbul Imamoglu
È il quinto giorno di proteste in Turchia. Migliaia di persone sono scese in piazza in 55 delle 81 province turche per manifestare contro l’arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, esponente del Partito Popolare Repubblicano e principale oppositore del presidente Erdogan. Imamoglu è stato arrestato la scorsa settimana insieme ad altre decine di persone, con l’accusa di corruzione e favoreggiamento del Pkk, organizzazione considerata terroristica dal governo turco. L’arresto è stato convalidato qualche giorno fa dalla Corte di Istanbul che ha però fatto decadere l’accusa di favoreggiamento.
Le proteste hanno visto la partecipazione di migliaia di studenti e studentesse. In diversi scatti che sono diventati il simbolo della protesta, i manifestanti leggono “Il contratto sociale” di Rousseau e altri testi davanti alla Polizia schierata in assetto anti-sommossa. A Istanbul ci sono stati scontri tra manifestanti e Polizia, che ha usato gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Circa 700 persone sono state arrestate dall’inizio delle proteste. Nel frattempo Elon Musk ha accolto le richieste del governo turco e sospeso decine di account di universitari che usano la piattaforma per invitare a manifestare. «Preferiamo organizzarci incontrandoci di persona o con le chat - dice Janset, 25 anni, a Repubblica - Ho partecipato alle proteste del 2021 contro le nomine dei rettori decise dal governo. Amo il mio Paese e sono preoccupata per la mia libertà, la democrazia, non voglio un sistema giudiziario in cui tutti possano essere accusati di qualsiasi cosa e trascorrere anni della loro vita in carcere».
Turchia: lacrimogeni e proiettili di gomma nelle proteste contro l'arresto del sindaco di Istanbul
Imamoglu è stato sospeso dal suo incarico di sindaco, ma ha comunque partecipato come unico candidato alle primarie per le presidenziali del 2028, raccogliendo oltre 15 milioni di voti. Tuttavia, qualche giorno fa l’Università di Istanbul ha annullato il diploma di laurea che aveva conseguito negli anni ’90, ritenendolo falso. La laurea è un requisito necessario per candidarsi alla presidenza, per questo il sindaco ha annunciato che farà ricorso contro la decisione. L’arresto di Imamoglu - che attualmente si trova nel carcere di massima sicurezza di Marmara - è stato definito dal CHP «un colpo di Stato contro la volontà nazionale». «Ci troviamo di fronte a una grande tirannia, ma voglio che sappiate che non mi arrenderò», aveva scritto lo stesso Imamoglu su X poco prima dell’arresto. Nel frattempo le proteste sono arrivate anche in Germania, dove vivono circa tre milioni di persone con origini turche. Circa 1.300 persone sono scese in piazza a Berlino, sfilando "per una Turchia democratica". «Gli arresti del sindaco Imamoglu e di oltre 300 manifestanti sollevano seri interrogativi sul rispetto, da parte della Turchia, della sua consolidata tradizione democratica. In quanto membro del Consiglio d'Europa e Paese candidato all'adesione all'Ue, la Turchia ha il dovere di rispettare i valori democratici», ha affermato un portavoce della Commissione europea.