È finita la tregua: Israele bombarda la Striscia di Gaza, «più di 300 morti»
Secondo le prime stime diffuse dal Ministero della Salute della Striscia di Gaza, oltre 300 palestinesi hanno perso la vita nel massiccio attacco israeliano avvenuto dopo la fine del cessate il fuoco con Hamas, iniziato il 19 gennaio. Questo nuovo episodio di violenza ha infranto un periodo di relativa calma che coincideva con il mese sacro del Ramadan, aumentando le tensioni in una regione già devastata da anni di conflitto.
L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha difeso l'offensiva, definendola una risposta necessaria al «ripetuto rifiuto» da parte di Hamas di rilasciare gli ostaggi israeliani. «Israele d’ora in poi agirà contro Hamas con una forza militare crescente», recita il comunicato ufficiale. Tuttavia, fonti locali e osservatori internazionali sottolineano che Israele avrebbe già violato più volte l’accordo di cessate il fuoco negli ultimi due mesi, imponendo severe restrizioni sugli aiuti umanitari destinati alla popolazione della Striscia.
Israele ha ripreso a bombardare la Striscia di Gaza
Al Jazeera riporta che l'ex presidente statunitense Donald Trump avrebbe espresso sostegno personale all'azione israeliana, affermando che gli Stati Uniti sarebbero «stufi» della mancanza di progressi nei negoziati. La dichiarazione, diffusa poco dopo la ripresa degli attacchi da parte delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) in tutta Gaza, sembra confermare l'appoggio di Washington a una strategia più aggressiva nei confronti di Hamas.
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha rilasciato una dichiarazione dai toni particolarmente duri, avvertendo che «le porte dell'inferno si apriranno a Gaza» e promettendo una risposta «mai vista prima» se Hamas non rilascerà i 59 ostaggi ancora in mano al gruppo. Parallelamente, l’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite ha ribadito che gli attacchi proseguiranno senza sosta. «Niente ci impedirà di combattere per liberare i nostri ostaggi, detenuti in condizioni brutali da Hamas per 527 giorni. Non mostreremo pietà contro i nostri nemici mentre i nostri ostaggi languono nei tunnel del terrore», ha dichiarato con fermezza.
La comunità internazionale, intanto, segue con crescente preoccupazione l’evolversi della situazione. L'ONU e diverse organizzazioni umanitarie hanno chiesto un immediato ritorno al cessate il fuoco e la ripresa dei negoziati per scongiurare ulteriori perdite di vite civili. La popolazione di Gaza, già stremata dalla guerra e dal blocco prolungato, si trova ora ad affrontare una nuova fase di devastazione e incertezza.
Resta da vedere se la diplomazia internazionale riuscirà a riaccendere il dialogo tra le parti o se la regione sarà condannata a sprofondare in un'escalation di violenze ancora più drammatica.