Le strade intorno al Congresso di Buenos Aires sono state teatro di violenti scontri mercoledì 12 marzo 2025, durante una protesta organizzata dai pensionati contro i tagli alle pensioni imposti dal governo. La manifestazione, inizialmente pacifica, ha preso una piega drammatica quando le forze dell’ordine sono intervenute per disperdere la folla con gas lacrimogeni, idranti e proiettili di gomma.

I manifestanti, tra cui anche gruppi di tifosi delle principali squadre di calcio, come Boca Juniors e Racing, hanno reagito lanciando pietre e ribaltando cassonetti. Il bilancio finale parla di oltre 120 arresti e almeno 45 feriti, tra cui il fotoreporter Pablo Grillo, colpito al volto da una granata lacrimogena e attualmente ricoverato in gravi condizioni.

La presenza dei tifosi, inaspettata, ha dato ulteriore slancio alla manifestazione protesta. Bandiere e cori hanno accompagnato i pensionati in segno di solidarietà, trasformando la marcia in un fronte comune contro le politiche del presidente Javier Milei. Molti tifosi hanno dichiarato di essersi uniti alla protesta non solo per solidarietà, ma anche per protestare contro il caro biglietti negli stadi e il generale peggioramento delle condizioni di vita.

Argentina, scontri a Buenos Aires tra Polizia e manifestanti

La polizia ha difeso l’intervento sostenendo che i manifestanti stavano tentando di superare le barriere e che alcuni erano armati con oggetti contundenti. Tuttavia, diversi video circolati sui social mostrano agenti che caricano la folla senza un’apparente provocazione immediata.

Le tensioni si sono estese fino dentro il Congresso, dove una sessione parlamentare è stata sospesa dopo che alcuni deputati dell’opposizione hanno chiesto di aprire un’indagine sul presidente, coinvolto in uno scandalo finanziario legato alla criptovaluta '$LIBRA'. La seduta è degenerata in uno scontro verbale acceso tra i parlamentari, costringendo il presidente della Camera a sospendere i lavori.

La ministra della Sicurezza, Patricia Bullrich, ha annunciato che molti degli arrestati potrebbero essere processati secondo la nuova legge antimafia, con pene fino a 20 anni di carcere. La dichiarazione ha alimentato ulteriormente la rabbia dei manifestanti e delle associazioni per i diritti umani, che hanno denunciato l’uso sproporzionato della forza da parte della polizia e la criminalizzazione della protesta.

Le organizzazioni dei pensionati hanno già annunciato nuove mobilitazioni nei prossimi giorni, dichiarando che non si fermeranno finché il governo non rivedrà le sue politiche economiche. “Non abbiamo più nulla da perdere — ha dichiarato Eduardo Ríos, 72 anni, uno dei portavoce della protesta — le nostre pensioni non bastano nemmeno per le medicine, e ora ci vogliono anche togliere il diritto di farci sentire.”

Con l’inflazione fuori controllo, la disoccupazione in crescita e sempre più famiglie sotto la soglia di povertà, il malcontento continua a diffondersi. La tensione sociale è palpabile e la sensazione è che la situazione potrebbe esplodere nuovamente da un momento all’altro, lasciando presagire settimane di forte instabilità politica e sociale per il paese.