Trump umilia gli ucraini stremati, ma per Giorgia Meloni è tutto ok
L’Europa reagisce al disastroso incontro nello studio ovale della Casa Bianca tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump. E lo fa schierandosi apertamente e in maniera netta con il presidente ucraino. Ma con qualche eccezione. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha usato toni attendisti, dicendosi «dispiaciuta» per lo scontro tra i due leader, ma aggiungendo che «non è utile in questa fase lasciarsi andare alle tifoserie». Insomma, nessuna parola di netta condanna per il bullismo istituzionale perpetrato in mondovisione alla Casa Bianca. Condanne che sono invece arrivate da tutti i leader europei, a eccezione del premier ungherese Viktor Orban, che si è apertamente schierato con Donald Trump e del premier slovacco Fico, che ha affermato «non aiuteremo più in alcun modo l’Ucraina».
Le tiepide parole della premier italiana sono arrivate a margine del vertice di Londra a cui hanno partecipato 16 Paesi euroatlantici, oltre a Nato e Unione europea. Il summit sull’Ucraina è stato promosso dal primo ministro britannico Keir Starmer che, insieme al presidente francese Emmanuel Macron, ha elaborato e presentato agli altri leader (e allo stesso presidente ucraino, presente agli incontri) un piano di pace articolato in più punti. L’Europa ha ribadito il sostegno incondizionato all’Ucraina, sia attraverso la fornitura di nuovi aiuti militari che inasprendo le sanzioni economiche alla Russia. Starmer e Macron hanno annunciato subito «una tregua di un mese», per poi provare a coinvolgere l’Ucraina in tutte le trattative e i negoziati per il raggiungimento di una pace duratura. L’obiettivo è evitare una trattativa diretta tra Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin: uno scenario che rischierebbe di indebolire l’Europa.
Insomma, l’obiettivo è promuovere una coesione europea credibile per garantire una difesa dell’Ucraina, con o (soprattutto) senza gli Stati Uniti. È in quest’ottica che va inquadrata la creazione di una «Coalizione di volenterosi»: una forza di peacekeeping proposta dai leader durante il summit di Londra. Ed è su questo tema che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso le sue principali perplessità, dicendosi scettica sull’invio di truppe europee senza l’ombrello dell’Onu e della NATO.