«Ridateci Marx e Spinoza a scuola»
Oltre sessanta docenti universitari hanno firmato un appello contro le nuove Indicazioni nazionali per l’insegnamento della filosofia nei licei, contestando in particolare l’assenza, nell’elenco degli autori indicati, di pensatori come Spinoza, Leibniz e Marx. Tra i firmatari figurano Massimo Cacciari, Giuseppe Licata, Sandro Mezzadra e Gaetano Lettieri.
Nel documento i professori definiscono «molto gravi» alcune delle scelte contenute nella bozza predisposta dal ministero dell’Istruzione e del Merito, parlando di una «temeraria esclusione» di autori considerati centrali nella tradizione del pensiero moderno e contemporaneo. Critiche vengono rivolte anche all’impostazione generale dei programmi, accusati di ridurre lo spazio dedicato alla filosofia moderna e al pensiero critico.
Secondo i firmatari, le nuove linee guida rischiano di impoverire la formazione degli studenti. Nel mirino anche la previsione di approfondire «almeno uno» tra Hobbes, Locke e Rousseau, scelta che – sostengono – finirebbe per limitare il confronto tra modelli politici diversi. Contestato inoltre il trattamento riservato a Kant e l’assenza di filosofi come Fichte e Schelling.
I docenti definiscono le nuove Indicazioni una «polpetta avvelenata» lasciata alla scuola e alle nuove generazioni da un governo impegnato in un progetto di «egemonia culturale». Nel testo si parla inoltre di «dilettantismo» nella revisione dei programmi e si chiede il ritiro della bozza per aprire una «discussione autenticamente democratica».
Alla lettera ha replicato Loredana Perla, presidente della commissione incaricata della revisione dei programmi. Perla ha ricordato che il testo è ancora una bozza e che il confronto resta aperto: «Ogni contributo verrà tenuto in considerazione». La docente ha sottolineato che l’elenco degli autori è solo indicativo e non vincolante per gli insegnanti. «Sebbene non siano menzionati i nomi di tutti i filosofi della storia del pensiero – ha spiegato – sono indicati i movimenti e le correnti di cui essi fanno parte».