Il Regno Unito rientrerà nel programma Erasmus a partire dal 2027. Londra e Bruxelles hanno raggiunto un accordo per il ritorno britannico nel programma europeo di scambio studentesco, cinque anni dopo l’uscita seguita alla Brexit. L’intesa rientra nel più ampio processo di riavvicinamento tra il governo laburista di Keir Starmer e l’Unione europea.

L’accordo è stato definito dopo un incontro a Bruxelles tra il ministro britannico per le relazioni con l’Ue, Nick Thomas-Symonds, e il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič. La partecipazione del Regno Unito a Erasmus+ consentirà agli studenti britannici di tornare a svolgere periodi di studio, formazione professionale, tirocini e scambi sportivi nei Paesi dell’Unione europea, mentre gli studenti europei potranno nuovamente frequentare università e istituti nel Regno Unito.

Secondo i termini dell’intesa, gli studenti britannici continueranno a pagare le tasse universitarie previste nel proprio Paese anche durante il periodo di studio all’estero, mentre quelli europei in mobilità nel Regno Unito beneficeranno di una deroga alle tariffe internazionali, pagando rette equiparate a quelle domestiche, attualmente fissate a un massimo di 9.535 sterline l’anno. Sono previste inoltre borse di studio per sostenere i costi aggiuntivi della permanenza all’estero.

Il Regno Unito aveva abbandonato Erasmus nel 2021, sotto il governo guidato da Boris Johnson, che aveva giudicato il programma troppo costoso e svantaggioso per Londra. In sostituzione era stato lanciato il programma nazionale Turing, che però non ha mai raggiunto risultati paragonabili. Prima della Brexit, il Regno Unito era un contributore netto a Erasmus, con un numero di studenti europei in arrivo superiore a quello dei britannici in uscita.

Il rientro in Erasmus è considerato uno dei punti qualificanti del “reset” delle relazioni tra Ue e Regno Unito promosso dal governo Starmer, che esclude una revisione della Brexit ma punta a una cooperazione più stretta con Bruxelles. Il programma Erasmus, avviato nel 1987 e ampliato negli anni anche alla formazione professionale, è ritenuto uno strumento centrale di cooperazione educativa e di soft power europeo.