Per festeggiare il centenario dalla fondazione, Treccani Cultura ha pubblicato un dizionario rivolto a un pubblico specifico, «i ragazzini e le ragazzine tra i 10 e i 17 anni», come spiegano i linguisti Valeria Della Valle e Giueppe Patota: «una fascia di età molto delicata, per guidarli in un uso più consapevole delle parole».

La missione educativa del Nuovo Vocabolario Treccani parte proprio dalla Parola dell'Anno 2024, “rispetto”: «abbiamo concepito e studiato un dizionario completamente nuovo, con una particolare attenzione a certe parole» racconta Della Valle a Fanpage, «non ne abbiamo censurata neanche una, ci sono anche le più volgari, anche le più violente – perché comunque fanno parte della lingua italiana e della nostra tradizione».

«Da “cicciona” a “deforme”, da “handicappato” a “ebete”, quello che abbiamo fatto è avvertire che con quella parola ci vuole una certa attenzione: la parola esiste, ma può fare molto male. I ragazzini e le ragazzine, quando usano parole offensive, lo fanno spesso senza consapevolezza; è come se non si rendessero conto dell'impatto che hanno su un difetto fisico, o per un problema psichico».

“Mongoloide” per esempio – un tempo usata impropriamente con valore medico – è segnalata come «parola da evitare», perché «per anni è stata usata con significato spregiativo, come insulto, in modo non rispettoso verso le persone con sindrome di Down». E anche “extracomunitario”, che «ha preso una sfumatura di significato spregiativa e razzista».

Come avevano già fatto in altre loro pubblicazioni, poi, i linguisti hanno deciso di non registrare più le parole solo al maschile: «era una tradizione del Cinquecento, che però rifletteva una società diversa; oggi le donne, per fortuna, fanno tutti i mestieri, tutto può essere declinato e al maschile e al femminile. È una piccola cosa, però può contribuire a modificare la mentalità del lettore e della lettrice di giovane età».