La cosiddetta “sindrome da rientro post-vacanze”, per chi le vacanze le ha fatte, quest'anno sembra amplificata da una situazione economica incerta (ma non lo è ogni anno?); per le famiglie italiane, l'autunno è infatti il periodo in cui si concentrano molte uscite economiche, previste e impreviste – tra cui emerge la spesa più pesante: quella che riguarda la scuola.

Fra libri di testo, materiale scolastico, abbonamenti ai trasporti e, in alcuni casi, rette e iscrizioni ad attività extracurriculari – l'inizio dell'anno scolastico 2025/26, secondo l'Osservatorio Nazionale di Federconsumatori, costerà in media 658,20€ a ciascun alunno, l'1,7% in più rispetto al 2024. Solo per i libri di testo obbligatori e due dizionari si prevede una spesa media di 537€ a studente. Chi riesce a comprarli usati, potrebbe risparmiare il 29%.

Più preoccupati dei genitori, però, sembrano essere i nonni: stando alla consueta analisi di Alessandra Ghisleri pubblicata da La Stampa, il 98,4% degli over 65 sente forte il dovere di cercare di aiutare le spese dei nipoti. Comuni e Regioni hanno provato a mettere in campo alcuni aiuti per le famiglie, «misure sicuramente positive», dice ancora Federconsumatori, «ma spesso non sufficienti a coprire costi di entità così elevata».

Sempre Ghisleri evidenzia che chi ha maggiore alfabetizzazione digitale delega l'amministrazione del proprio portafogli alle app: cresce infatti l'interesse per strumenti di gestione finanziaria, le app di controllo spese, promozioni sugli acquisti scolastici, mercati di second-hand, strategie di risparmio energetico e servizi di robo-advisory.