Con lo slogan «facciamo come in Francia» si moltiplicano le occupazioni delle scuole in Italia. Le prime città coinvolte sono Milano, Torino, Roma, Napoli, Bologna e Genova. La mobilitazione è stata lanciata da Opposizione Studentesca d’Alternativa (OSA) in occasione del No Meloni Day, giornata dedicata ogni anno alla contestazione delle politiche del Governo sull’istruzione.

Gli studenti protestano contro: tetto studenti stranieri nelle scuole; riforma degli istituti tecnici e professionali; caro vita e scelta di destinare risorse al riarmo anziché all'istruzione pubblica; condizioni degli edifici scolastici; sottofinanziamenti

In contemporanea alla protesta degli studenti c’è anche uno sciopero di insegnanti e personale scolastico annunciato dal sindacato SISA. Chiedono un +20% degli stipendi per recuperare l'inflazione, e misure contro il lavoro precario.  La eco delle proteste in Francia e Spagna sta arrivando anche in Italia. Mentre al Sud prosegue la lotta di agricoltori e autotrasportatori contro l’aumento dei prezzi del carburante gli studenti guidano manifestazioni in oltre 20 città italiane. L’occasione è l’annuale No Meloni Day organizzato dall’OSA, che quest’anno cade in un’Europa attraversata da grandi agitazioni sociali. Prosegue intanto la mobilitazione della Rete degli Studenti Medi.

Tutto è partito in sordina nei giorni scorsi con decine di occupazioni. Solo a Torino sono una ventina gli istituti superiori occupati, a cui se ne aggiungono una decina nel Lazio, tre a Genova e molti altri a Milano, Napoli e Bologna. Il clima più caldo è nel capoluogo piemontese, dove negli ultimi tre giorni sono stati registrati atti di vandalismo in diverse scuole della città da parte di un gruppo di una quarantina di giovanissimi a volto coperto. 7 persone sono state identificate. I carabinieri hanno anche arrestato un 17enne, che sarebbe stato fermato mentre cercava di rompere una finestra con un estintore. Dalle indagini è emerso che il ragazzo non frequenta nessuno degli istituti coinvolti.

L’assemblea degli studenti e delle studentesse di Torino, estranea agli episodi di danneggiamento, ha detto che «se una parte degli studenti vede nelle strutture scolastiche un obiettivo da colpire la colpa è di chi le ha fatte diventare delle caserme, di chi le ha rese fatiscenti, di chi le ha definanziate per anni, di chi ha fatto finta di non vedere che il razzismo istituzionale era sempre più forte. Invece di chiedersi perché alcuni studenti arrivino ad odiare le proprie scuole, si inventano fantomatici “infiltrati” a cui dare la colpa. Noi siamo consapevoli che dietro a questi comportamenti spontanei c’è la voglia di contare, di farsi sentire, di urlare che esistiamo».  A Padova invece la Digos ha eseguito 8 perquisizioni dopo aver scoperto una chat con oltre mille persone in cui si stavano pianificando azioni violente di protesta e vandalismo in vista del No Meloni Day.