Sono tutti contenti perché Regeni ha avuto giustizia. Tranne il Governo
A più di 10 anni dalla morte di Giulio Regeni arriva la verità giudiziaria. Lunedì 28 settembre la Corte d’Assise ha condannato in primo grado a dieci anni di carcere tre dei quattro agenti dei servizi di sicurezza egiziani imputati nel processo sull’omicidio di Giulio Regeni. Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Uhsam Helmi sono stati condannati per sequestro di persona. Il quarto agente imputato, Tariq Sabir, è stato invece assolto. La Corte ha anche condannato gli imputati a pagare 500mila euro alla famiglia Regeni e 150mila euro allo Stato italiano, che si era costituito parte civile.
Le accuse più gravi, lesioni e omicidio, sono cadute: Sharif è stato assolto per non aver commesso il fatto. Ma il lavoro dei magistrati è stato limitato dalle poche informazioni a disposizione. Le indagini e il processo sono stati molto complessi da realizzare per via della mancanza di collaborazione delle autorità egiziane. L’Egitto non ha mai dato all’Italia le informazioni necessarie per rintracciarli e notificare loro gli atti processuali.
Se non ci sarà un ricorso in appello, la sentenza diventerà definitiva. L’Italia a quel punto potrebbe chiedere di eseguire la condanna, ma non è detto che succeda. Il Governo ha interesse a mantenere solidi i rapporti con l’Egitto. L’Italia ha importanti legami commerciali con l’Egitto, dove ci sono grandi aziende italiane, come la partecipata Eni. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina, l'Italia ha intensificato i rapporti energetici con diversi Paesi del Nord Africa, a partire dall'Algeria, mentre l'Egitto è diventato un partner strategico anche per il gas e il GNL. L’Egitto viene considerato anche un Paese fondamentale per la gestione dei flussi migratori e dei rischi terroristici.
Solo due settimane fa il Presidente Abdel Fattah al-Sisi ha ricevuto al Cairo il Ministro degli Esteri Antonio Tajani per rafforzare i rapporti diplomatici. Tajani ha commentato la sentenza dicendo che «non è stato condannato l’Egitto, sono state condannate tre persone», «la giustizia farà il suo corso». Le opposizioni chiedono che vada a riferire in Parlamento sulle decisioni che prenderà il Governo.