A più di 10 anni dalla morte di Giulio Regeni arriva la verità giudiziaria. Lunedì 28 settembre la Corte d’Assise ha pronunciato la sentenza di primo grado sul caso Regeni. Il Tribunale ha condannato 3 imputati a 10 anni per il sequestro del ricercatore, mentre un quarto 007 è stato assolto. Per tutti è caduta l'accusa di omicidio. 

Le indagini e il processo sono stati molto complessi da realizzare per via della mancanza di collaborazione delle autorità egiziane. L’Egitto non ha mai dato all’Italia le informazioni necessarie per rintracciarli e notificare loro gli atti processuali. Per sbloccare il lavoro dei magistrati è stata necessaria una storica sentenza della Corte Costituzionale del 2023, secondo cui il processo era valido, anche in assenza degli imputati, poiché si trattava di un caso evidente di tortura da parte di funzionari statali. La decisione ha impedito che il rifiuto di cooperazione di uno Stato estero producesse, di fatto, una situazione di impunità per gravi violazioni dei diritti della persona.

L’Italia dovrà chiedere all’Egitto di eseguire la sentenza. Una richiesta che avrà importanti conseguenze diplomatiche. L’Italia ha importanti rapporti commerciali con l’Egitto, dove ci sono grandi aziende italiane, come la partecipata Eni. A dieci anni dall’omicidio di Regeni i rapporti con il Cairo si sono intensificati. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina, l'Italia ha intensificato i rapporti energetici con diversi Paesi del Nord Africa, a partire dall'Algeria, mentre l'Egitto è diventato un partner strategico anche per il gas e il GNL. L’Egitto viene considerato anche un Paese fondamentale per la gestione dei flussi migratori.

Inoltre il Governo italiano si è costituito parte civile al processo. L’avvocatura di Stato ha chiesto agli imputati un risarcimento di due milioni di euro. Denaro che potrebbe essere chiamato a risarcire direttamente lo Stato egiziano, poiché i condannati sono funzionari pubblici. Solo due settimane fa il Presidente Abdel Fattah al-Sisi ha ricevuto al Cairo il Ministro degli Esteri Antonio Tajani per mostrare la solidità dei rapporti diplomatici alla vigilia della sentenza. Ora spetterà al Governo italiano impegnarsi affinché venga rispettata.