A Torino i corsi post parto sono anche per i papà
A Torino l’Asl To5 ha deciso di creare uno spazio dedicato esclusivamente ai papà alle prese con i primi mesi di vita dei propri figli. Si chiama “Gruppo papà” ed è rivolto ai neogenitori con bambini da zero a 18 mesi. Gli incontri, che partono a settembre, affiancano quelli già pensati per le madri e nascono dall’idea che anche gli uomini abbiano bisogno di un luogo in cui parlare di quello che succede dopo la nascita di un figlio.
A guidare il gruppo saranno un educatore esperto nella gestione familiare e un’ostetrica del consultorio, che contemporaneamente seguirà il gruppo delle mamme. Non ci sarà un programma rigido: gli argomenti verranno scelti anche a partire dalle esigenze dei partecipanti. Si parlerà dell’equilibrio nella coppia dopo la nascita, delle notti senza dormire, del rapporto con il bambino, del parto e dei cambiamenti che arrivano quando una coppia diventa una famiglia.
L’iniziativa si inserisce in una questione più ampia: quanto tempo hanno davvero i padri per essere presenti nei primi mesi di vita dei propri figli? In Italia il congedo di paternità obbligatorio è di dieci giorni lavorativi, mentre il congedo parentale permette a entrambi i genitori di assentarsi dal lavoro per un periodo più lungo. Il problema è che, rispetto ad altri Paesi europei, il tempo di congedo retribuito destinato ai padri resta limitato. Secondo l’Ocse, in Italia ai padri viene attribuito l’equivalente di circa 1,4 settimane di congedo a retribuzione piena, contro una media di 2,3 settimane nei Paesi dell’organizzazione.
Anche il congedo parentale italiano è quindi una possibilità che esiste, ma che non sempre permette di avere un periodo lungo e realmente sostenibile accanto a un neonato. Oggi fino a tre mesi di congedo parentale possono essere indennizzati all’80% della retribuzione, complessivamente per la coppia, mentre il resto dei periodi previsti è generalmente indennizzato al 30% o, oltre determinati limiti, non è retribuito. Dal 2026 il congedo può essere utilizzato fino ai 14 anni del figlio, ma questo non significa che aumentino i mesi di congedo retribuito disponibili.