L’Europa vuole limitare gli affitti brevi
Mercoledì 9 settembre la Commissione europea ha presentato l’Affordable Housing Act, il nuovo pacchetto di misure pensato per affrontare la crisi abitativa e dare a Stati, Regioni e Comuni strumenti più chiari per intervenire dove il costo delle case è diventato insostenibile.
Tra i punti più delicati c’è quello degli affitti turistici di breve durata: Bruxelles propone un quadro comune che permetta alle autorità locali di introdurre restrizioni nelle aree sottoposte a forte pressione abitativa, quando queste siano giustificate dai dati e rispettino criteri di necessità e proporzionalità.
Il concetto chiave è quello di “housing stress”, cioè una situazione di particolare pressione sul mercato abitativo. Per individuarla potranno essere utilizzati parametri come il rapporto tra prezzi delle abitazioni e redditi e l’andamento dei prezzi nel tempo. Una volta individuata un’area sotto pressione, le autorità potranno adottare misure per contenere l’impatto degli affitti brevi, soprattutto quando questi sottraggono abitazioni al mercato residenziale in territori dove l’offerta è già insufficiente. Le eventuali restrizioni dovranno però essere basate su evidenze, necessarie, proporzionate e non retroattive.
Il tema riguarda in particolare le città e le destinazioni turistiche dove gli affitti brevi hanno raggiunto una presenza significativa. In alcune aree europee, come Sorrento, Dubrovnik e Fuerteventura, possono arrivare a rappresentare fino al 20% dello stock abitativo. La proposta divide già le piattaforme. Airbnb sostiene che il problema principale sia la scarsità complessiva di abitazioni e chiede che le nuove regole non penalizzino indiscriminatamente chi affitta occasionalmente la propria casa.
E in Italia? Città come Venezia, Firenze, Milano e Roma potrebbero essere direttamente interessate dal nuovo quadro. Ma l’Affordable Housing Act non introduce automaticamente nuove restrizioni: saranno le autorità nazionali e locali a individuare le aree sotto pressione e a decidere quali misure adottare. La proposta dovrà ora essere negoziata da Parlamento europeo e Stati membri e potrebbe quindi essere modificata.