25 anni fa a Genova andò in scena una delle più grandi proteste del XXI secolo, che purtroppo passerà alla storia per la violentissima repressione. La generazione del G8 resterà profondamente segnata dai ricordi di quei giorni, un trauma collettivo che a un quarto di secolo di distanza resta ancora un simbolo di identità comune per la sinistra internazionale.

Nei racconti di chi c’era, accanto allo sdegno per le violenze, per tanti anni ha aleggiato un senso di nostalgia per un’epoca in cui immaginare un futuro diverso era ancora possibile. E lo si faceva insieme. Creando legami e avviando coordinamenti da una parte all’altra del globo. Oggi quello spirito internazionalista ha trovato nuovo slancio nella lotta per i diritti e per la sopravvivenza del popolo palestinese.

Dalle manifestazioni che hanno attraversato larga parte del mondo è seguita una campagna di solidarietà che ha avuto una partecipazione estremamente ampia attraverso la Flotilla. Le prime iniziative della Freedom Flotilla Coalition risalgono al 2010, ma è nel 2025 che parte la Global Sumud Flotilla: un coordinamento internazionale di volontari, attivisti, ong, politici e persone comuni che vuole rompere il blocco imposto da Israele all'accesso via mare a Gaza. All'iniziativa aderiscono 44 delegazioni di altrettanti Paesi sparsi in tutto il mondo. La eco mediatica e il supporto, sui social e nelle piazze delle città, hanno riunito un popolo che si pensava ormai chiuso nelle rispettive individualità politiche nazionali.

Una dimostrazione che è ancora possibile inventare nuove forme di azione collettiva, ispirando altre iniziative. Come la missione internazionale Nuestra América Flotilla, che a marzo ha portato decine di tonnellate di cibo, medicinali e altri beni di prima necessità a Cuba. Su Repubblica Genova l’attivista Mina Zapatero scrive di aver rivisto le torture subite alla Diaz e a Bolzaneto nei racconti dei membri della Flotilla per Gaza, umiliati dall’esercito israeliano. Un quarto di secolo dopo la sinistra globale è tornata a fare fronte comune, e il sistema ha reagito come sempre. Il modello Flotilla è solo l’inizio.