Il voto fuorisede entra nella riforma della legge elettorale. La Camera ha infatti appena approvato all'unanimità l’emendamento che introduce la possibilità, per chi vive lontano dal proprio Comune di residenza da almeno 9 mesi per motivi di studio, lavoro o cura, di votare nel luogo in cui si trova temporaneamente. La proposta è stata presentata dai rappresentanti giovanili dei partiti di centrodestra.

La modifica arriva nel percorso di riforma della legge elettorale portato avanti dal governo Meloni e approvato alla Camera. Se il testo complessivo della nuova legge elettorale verrà approvato anche al Senato, il voto fuori sede in occasione delle elezioni politiche, europee e per i referendum diventerà quindi una delle novità del nuovo sistema. Uno scenario però non scontato dopo quanto accaduto ieri: l’emendamento sulle preferenze, presentato da alcuni partiti della maggioranza, è stato respinto dalla Camera. La bocciatura ha aperto un caso politico all’interno della coalizione.

Anche il voto fuorisede, inizialmente, non era previsto nel testo originario della riforma elettorale. L’inserimento dell’emendamento arriva dopo mesi di mobilitazione pubblica da parte di The Good Lobby, Will Media e della Rete Voto Fuorisede. La proposta di legge di iniziativa popolare ha raccolto oltre 50mila firme, chiedendo una soluzione strutturale per consentire il voto a distanza ai cittadini in mobilità.