A volte, per invertire la tendenza allo spopolamento si può partire da un locale. È successo a Melle, in val Varaita, in provincia di Cuneo, dove dopo 7 anni a Torino, Enrico Ponza è tornato per aprire un birrificio, l’Officina Antagonisti, insieme a un altro ragazzo. «Ci siamo chiesti in che modo restare o partire potesse diventare effettivamente una scelta», ci ha detto Ponza. Negli anni il progetto si è espanso e ha attirato nuove persone. Non tutti lavorano con loro, tutti invece hanno scelto di avviare progetti proprio lì. 

Una comunità funziona quando ha tre cose: lavoro, legami e servizi. Toglietene uno e il sistema si inceppa. E la fragilità è reale: «Qua una persona conta parecchio. Quando qualcuno dice "torno in città", è un cambiamento di cui ci accorgiamo subito». Secondo Ponza, un diciottenne che cresce a Melle oggi ha per la prima volta la possibilità di scegliere se restare, almeno per un periodo, senza che quella scelta equivalga a una rinuncia. 

Se il vettore del ritorno è stato il turismo, perché era il modo più rapido «per costruire un'attività in un territorio di 10 mila abitanti come la Val Varaita», al tempo stesso i picchi stagionali creano una comunità “a singhiozzo”. «Il nostro obiettivo è evolvere verso un turismo che porti le persone a stare di più giorni, non solo il toccata e fuga giornaliero», dice Ponza. Un’economia alternativa esiste, ma è un percorso lungo. «Creare un'azienda in montagna è molto più complesso che in pianura». E poi c’è il tema della casa. «Qua non si trovano case in affitto, quelle che ci sono restano chiuse quasi tutto l’anno o vengono messe a disposizione dei turisti». Le case in vendita, invece, richiederebbero invece cifre molte alte per renderle abitabili. «Ci sono case senza riscaldamento. Il tema dell’abitare è il più grosso problema che abbiamo al momento».

Quando Ponza e il suo socio sono tornati nel 2012, hanno scelto di non fare tutto da soli. «Lavoriamo insieme, perché soprattutto nei momenti difficili, e ce ne sono moltissimi, la rete ti può sostenere». È quella stessa rete che ha attirato, per esempio, un gruppo di ragazzi di Savigliano che hanno scelto Melle per il loro festival di musica elettronica alpina, Respiri, arrivato alla quarta edizione. Loro non vivono a Melle, ma ci tornano ogni anno.

Il 10 settembre 2025 il Senato ha approvato una legge sulla montagna che stanzia 200 milioni di euro per contrastare lo spopolamento e migliorare i servizi. Marco Bussone, presidente dell'UNCEM, l'ha definita una misura nella direzione giusta ma non sufficiente: «Se vogliamo rendere strutturale questa crescita bisogna garantire ai nuovi abitanti la sanità, la scuola, i trasporti e le connessioni digitali». Anche se a Melle si tratta ancora di garanzie parziali, forse davvero oggi si può scegliere se partire o restare.