Fino ad oggi l’unica azienda del settore delivery ad aver assunto i rider con un regolare contratto è Just Eat. Ora anche Glovo ha dichiarato di essere pronta a garantire ai suoi lavoratori un nuovo contratto collettivo, insieme a un cospicuo aumento dello stipendio. La proposta, inviata alla Procura di Milano, ha l’obiettivo di far uscire l’azienda dal controllo giudiziario che è stato imposto nelle scorse settimane dal magistrato Paolo Storari.

Storari ha accusato Deliveroo e Foodinho (la società italiana che gestisce il servizio di consegne Glovo) di caporalato digitale. I lavoratori di Glovo, 40mila in tutta Italia, lavorano anche 6 o 7 giorni a settimana assumendosi tutti i rischi di incidenti e infortuni, e sottostando al controllo in tempo reale esercitato dall’app sul lavoratore.  Secondo le stime della Procura, le paghe erogate sono fino al 76,95% più basse della soglia di povertà e dell'81,62% inferiori ai contratti collettivi di settore. Gli stipendi dei rider sono mediamente tra 700 e 1200 euro, su cui devono farsi carico autonomamente del peso fiscale in quanto sono inquadrati come collaboratori a partita iva. 

Foodinho ha proposto alla Procura di Milano di alzare il salario orario minimo lordo da 10 a 14 euro, e la paga per consegna da 2,50 a 3 euro. Nel complesso i rider dovrebbero ottenere circa 200 euro in più al mese. Il piano prevede come detto anche un contratto collettivo che renderebbe i rider lavoratori dipendenti a tutti gli effetti. Su questo punto bisognerà attendere gli esiti della contrattazione con i sindacati che inizierà a fine mese.  Storari ha detto che quella del contratto collettivo è una misura determinante per ottenere la revoca del controllo giudiziario. I sindacati dei rider lottano da anni per raggiungere questo obiettivo: se riusciranno ad ottenerlo sarà una grande vittoria di dignità che assicurerà un futuro migliore a 40mila persone che non hanno smesso un giorno di lottare contro lo sfruttamento.