Un vademecum per «affrontare le molestie degli alpini»
A pochi giorni dall’adunata nazionale degli Alpini in programma a Genova, alcune associazioni femministe e realtà impegnate nel contrasto alla violenza di genere hanno diffuso un vademecum rivolto alle donne e alle persone della comunità Lgbtqia+, con indicazioni pratiche per affrontare eventuali situazioni di disagio, cat calling e molestie durante l’evento.
Il documento, circolato sui social con il titolo ironico “Adda passà ‘a adunata”, è stato promosso da Non una di Meno Genova, Rete di donne per la politica, Unione donne d’Italia e dal centro antiviolenza Mascherona. L’iniziativa nasce in vista dell’afflusso previsto in città tra l’8 e il 10 maggio per l’adunata degli Alpini e, spiegano le promotrici, punta a fornire «strumenti per affrontare giornate di potenziali disagi, molestie e cat calling».
L’allerta si inserisce in un contesto problematico già emerso in occasione di precedenti raduni. In particolare, durante l’adunata degli Alpini del 2022 a Rimini, diverse associazioni avevano raccolto oltre 150 segnalazioni in pochi giorni, relative a episodi di molestie, comportamenti sessisti e discriminazioni. Le testimonianze parlano di palpeggiamenti, avances insistenti, catcalling e difficoltà a muoversi liberamente in città, con segnalazioni che hanno riguardato anche lavoratrici e minorenni.
Tra i suggerimenti contenuti nella guida, quello di portare con sé un fischietto, indicato come possibile deterrente e mezzo per attirare l’attenzione in caso di necessità. Viene inoltre consigliato di scaricare l’app collegata al centro antiviolenza Mascherona per richiedere supporto rapido. Parallelamente, è stato attivato un form anonimo per raccogliere segnalazioni e testimonianze, con l’obiettivo dichiarato di monitorare eventuali episodi e dare visibilità a comportamenti ritenuti problematici.
Le promotrici affiancano alle indicazioni pratiche anche una critica più ampia all’evento e alla sua gestione. In un testo diffuso online contestano la scelta dell’amministrazione comunale: «L’amministrazione comunale insiste sull’importanza simbolica dell’evento per il ‘senso di collettività’ e chiede ‘sacrificio’ alla cittadinanza», scrivono, denunciando una normalizzazione dei disagi e richiamando «anni di denunce per molestie verbali, fisiche e abusi» legati alle adunate.
Alle critiche ha replicato la sindaca Silvia Salis, invitando ad abbassare i toni e a evitare contrapposizioni. «Non voglio ignorare le tensioni che hanno attraversato Genova. Quando una comunità si divide, le istituzioni hanno il dovere di riportare tutto al dialogo», ha affermato, sottolineando la necessità di «non cadere nella trappola del pregiudizio» ma anche di non alimentare polemiche.
La sindaca ha ribadito una linea di fermezza sul tema delle molestie: «Nessuna donna dovrebbe mai sentirsi insicura a camminare tra le strade della propria città. Le molestie, anche quelle verbali o travestite da goliardia, non sono folklore, sono violenza». Allo stesso tempo, ha invitato a non generalizzare: «Le colpe gravi di singoli individui nel passato non possono e non devono macchiare la storia e il presente di un’intera comunità».
Sul fronte delle polemiche, un caso parallelo si è aperto a Udine in relazione alla concomitanza tra una sfilata degli Alpini e il Pride locale, inizialmente previsti nello stesso giorno. La sezione cittadina degli Alpini aveva espresso la propria contrarietà alla sovrapposizione, definendo «incompatibili» le due manifestazioni e chiedendo all’amministrazione comunale di scegliere a quale concedere gli spazi.
Dopo giorni di confronto, gli organizzatori del corteo Lgbtqia+ hanno deciso di spostare la data dell’evento. In una nota, pur respingendo «logiche di esclusione», hanno spiegato che la scelta rappresenta «un’assunzione di responsabilità verso la comunità». Il Comune ha ribadito l’impegno a garantire il rispetto delle libertà di tutti e a favorire lo svolgimento delle iniziative in un clima privo di contrapposizioni.