La resistenza non è un museo: vive ogni giorno
C’è un luogo nelle campagne fuori Reggio Emilia dopo il tempo è rimasto fermo agli anni della resistenza. Nel Comune di Campegine Casa Cervi continua a tramandarne i valori attraverso la storia di 7 fratelli partigiani fucilati dai repubblichini il 28 dicembre 1943. È la storia dei fratelli Cervi, nati in una famiglia antifascista che con ruoli e intensità diversi si opporrà al fascismo durante tutto il ventennio mussoliniano. Dalla lotta all’ammasso – il conferimento forzoso al regime di produzione agricola) – passando per i primi volantini, Casa Cervi è stato un vero e proprio laboratorio di antifascismo applicato.
Dopo l’annuncio dell’armistizio con gli Alleati nel settembre del 1943 i 7 fratelli formano un gruppo clandestino e salgono in collina, non prima di aver trasformato la loro casa in un centro per assistere dissidenti antifascisti. Per diverse settimane combattono i nazifascisti con intensità e coraggio, in un momento in cui la Resistenza è già realtà ma senza ancora un’organizzazione solida e strutturata.
Ormai isolati, dopo meno di 80 giorni dall’8 settembre vengono catturati durante un rastrellamento nella notte tra il 24 e il 25 novembre. Un mese dopo i 7 verranno fucilati per rappresaglia insieme al compagno di lotta Quarto Camurri. Il loro è stato il primo sacrificio reggiano alla Resistenza. Da quel momento hanno avuto un ruolo simbolico che ha attraversato tutta la storia della Liberazione locale, e dopo la guerra incarnerà il sacrificio e la dedizione partigiana tramandata ai cittadini dell’Italia repubblicana.
Casa Cervi nel secondo dopoguerra e nei decenni successivi diventerà un luogo di pellegrinaggio per migliaia di persone. Sempre accolte dal padre Alcide Cervi, che fino alla sua morte nel 1970 continuerà a essere un punto di riferimento per la memoria partigiana. Oggi l’Istituto Alcide Cervi continua a raccogliere adesioni su tutto il territorio nazionale come polo di ricerca sulla Resistenza e sulla storia delle campagne nel ‘900. Il Cervi collabora con enti culturali ed accademici e si occupa di iniziative di alto valore simbolico come per esempio la rete delle Pastasciutte antifasciste.
Dagli anni ‘90 Casa Cervi è diventata anche un centro di aggregazione, con la consueta festa per il 25 aprile che ogni anno attira centinaia di persone per una giornata di musica, cibo, cultura e comunità. Quest’anno si alterneranno sul palco Cisco, Punkreas, Gad Lerner, Tre Allegri Ragazzi Morti e altri ospiti. Verranno anche proiettate testimonianze video con voci e volti di testimonianze partigiane.
Nelle campagne di Reggio Emilia c’è un luogo dove la memoria della Resistenza italiana è ancora viva. Qui vissero i sette fratelli Cervi, contadini e antifascisti che già durante il regime si opposero al fascismo, trasformando la loro casa in un punto di riferimento per chi cercava supporto nella rete partigiana. Dopo l’Armistizio di Cassibile, partecipano alle prime azioni della Resistenza. Arrestati nella notte tra il 24 e il 25 novembre 1943 e fucilati in un’azione di rappresaglia un mese dopo, nel tempo sono diventati uno dei simbolo più importanti della Resistenza reggiana e non solo
Oggi l’Istituto Alcide Cervi continua a tramandare la loro storia con iniziative culturali e collaborazioni con istituzioni, che culminano nella grande festa a Casa Cervi per il 25 aprile.