Torna a Torino “Prima Persona Plurale”, il festival dedicato alla vita indipendente promosso da Fondazione Time2. Dopo la prima edizione del 2025, l’iniziativa si svolgerà dal 5 al 7 maggio 2026 tra gli spazi del Polo del ’900 e Open, con un programma articolato di incontri, laboratori e momenti di confronto aperti alla cittadinanza.

Il festival nasce con l’obiettivo di portare al centro del dibattito pubblico il tema della vita indipendente, intesa come diritto delle persone con disabilità di scegliere come vivere: dall’abitare al lavoro, fino alla partecipazione sociale e culturale. La seconda edizione si inserisce nel quadro della Giornata europea della vita indipendente, il 5 maggio, e a vent’anni dall’adozione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, richiamando l’attenzione sulla necessità di costruire sistemi in grado di sostenere percorsi di vita personalizzati e fondati sull’autodeterminazione.

Elemento centrale della manifestazione saranno le “conversazioni in cerchio”, un format partecipativo che supera la dimensione frontale degli incontri per favorire un dialogo orizzontale. Sei i temi affrontati: tempo di vita, lavoro, scelta, abitare, potere e futuro. Agli incontri prenderanno parte attivisti, studiosi, professionisti e rappresentanti istituzionali, chiamati a confrontarsi in uno spazio aperto anche a familiari, caregiver e operatori del Terzo settore.

«Il ruolo di Fondazione Time2 è accompagnare le persone con disabilità nel costruire il proprio progetto di vita e, allo stesso tempo, contribuire a una società che renda queste possibilità reali e accessibili. Prima Persona Plurale nasce proprio da questa convinzione: tre giorni in cui ascolto, confronto e partecipazione diventano strumenti concreti per comprendere bisogni, desideri e aspirazioni, e trasformarli in pratiche e opportunità condivise», ha dichiarato Manuela Lavazza, presidente della Fondazione.

Ad aprire il festival, il 5 maggio, sarà la presentazione in anteprima del libro “Anni senza vita al Cottolengo” (Mimesis Edizioni), dedicato alla storia di Piero Defilippi e Roberto Tarditi, che racconta un percorso di emancipazione dalla vita in istituto verso una dimensione di autonomia. Il volume, curato da Ciro Tarantino e Samuele Pigoni, sarà accompagnato da un recital diretto da Barbara Altissimo ed Emanuela Currao, che restituisce le parole dei protagonisti attraverso immagini e materiali d’archivio.

«Un libro come ‘Anni senza vita al Cottolengo’ è un libro che ti travolge, che brucia tra le mani, sono pagine che gridano la loro urgenza di essere conosciute e condivise, da quelle pagine esce un grido di dolore ed una forza morale a cui spetta un posto nel mondo. Il nostro recital ha l’intento di restituire con semplicità e chiarezza il mondo di Roberto Tarditi e Piero Defilippi il loro cammino ostinato verso un progetto di vita indipendente e fuori dall’istituto, un progetto che ridesse dignità e senso alle loro esistenze», spiegano Altissimo e Currao.

Le giornate successive, il 6 e 7 maggio, saranno dedicate ad attività laboratoriali e momenti partecipativi che intrecciano pratiche artistiche e riflessione collettiva. Tra le proposte, laboratori di fanzine, danza narrativa e lingua dei segni, ceramica e coro in LIS, pensati per favorire l’espressione individuale e la costruzione di spazi condivisi.

Secondo Samuele Pigoni, segretario generale della Fondazione, «il festival Prima Persona Plurale mette al centro la vita indipendente come prospettiva attraverso cui rileggere la disabilità, nelle narrazioni, nelle pratiche e nelle politiche. È uno sguardo che nasce dalla voce delle persone con disabilità, che dagli anni Sessanta rivendicano il diritto di essere riconosciute come soggetti liberi, portatori di desideri e aspirazioni».

Il festival si concluderà con un momento collettivo di festa e condivisione. Tutti gli eventi sono gratuiti e accessibili, con interpretariato in lingua dei segni e sottotitolazione per gli appuntamenti principali.

“Prima Persona Plurale” si propone così come uno spazio pubblico di confronto per promuovere il diritto alla vita indipendente, mettendo in dialogo esperienze e visioni diverse e contribuendo a immaginare nuove prospettive di partecipazione e inclusione.