Il 31 gennaio, giorno della grande manifestazione nazionale a difesa del centro sociale Askatasuna, il comitato di quartiere Vanchiglia Insieme ha guidato il corteo fino alla fine concordata mentre nelle retrovie infuriavano gli scontri. Quel giorno genitori, bambini, giovani e anziani avevano preparato panini per tutti e tutte i manifestanti e sfilato per le vie della città. Il 22 febbraio sono tornati a manifestare, sempre gioiosamente: i bambini hanno guidato un vascello di carta con issata la bandiera della Pimpa.

È stato un modo per riprendersi in modo pacifico le strade del quartiere che dal 18 dicembre, giorno dello sgombero dell’Askatasuna, è ancora presidiato dalle camionette delle forze dell’ordine. «Abbiamo attraversato il nostro quartiere come ci piace fare: in modo libero, gioioso e condiviso. In mezzo ai suoi alberi e vivendo quegli spazi sociali che vogliamo liberi e smilitarizzati», rivendica il comitato in un post. Subito dopo la manifestazione nazionale a Vanchiglia aveva avuto luogo un’assemblea cittadina, la seconda dall’inizio dell’anno. 

Era stata partecipata da 200 persone che insieme hanno iniziato a costruire una rete territoriale su diversi temi. Il primo della lista: sensibilizzare la popolazione contro la militarizzazione del quartiere. Poi c’è la questione del verde e delle scuole. «Vogliamo un quartiere con strade scolastiche a misura di bambini», dice a VD Ortensia Romano, una delle voci del comitato. Ancora oggi i bambini che vengono portati a scuola tutte le mattine sono costretti a passare davanti alle camionette della polizia. I plessi scolastici sono infatti situati in una zona adiacente all’Askatasuna, che dal 18 dicembre è presidiata dagli agenti.

Il Nido condivide un giardino con l’Askatasuna che era utilizzato dal quartiere per varie attività di comunità. Ora è tornato ad essere accessibile per bambini e bambine, ma non per la cittadinanza, ci racconta Romano: «Lo spazio continua ad essere sottratto alla collettività». Tra agenti, idranti e camionette il quartiere comunque resiste, e continua a immaginare un futuro diverso. Il comitato sta studiando nuovi progetti sulla mobilità, ci sono ancora le merende condivise ed è stata coinvolta un’associazione per i gruppi di acquisto solidale.

L’appuntamento più atteso è quello del 25 aprile, in cui il quartiere festeggerà insieme la vittoria della resistenza contro il nazi-fascismo. «Siamo preoccupati per ciò che sta avvenendo agli spazi della nostra città», ci confida Romano. «Speriamo che in futuro la situazione migliori, nel frattempo ci piacerebbe ricevere delle spiegazioni sul perché dopo tre mesi continuiamo a essere ostaggio delle camionette». Abbiamo parlato di cosa è successo davvero durante il corteo nel nostro reportage “L’Askatsuna e il corteo contro il governo: la verità oltre gli scontri a Torino”.