Pacchetto Sicurezza, cosa prevede il nuovo decreto del Governo
Il Consiglio dei Ministri inizialmente previsto per oggi è stato rimandato alle 17.00 di domani, 5 febbraio. All’ordine del giorno il nuovo pacchetto Sicurezza, su cui il Governo ha deciso di accelerare dopo i disordini della manifestazione di sabato a Torino contro lo sgombero di Askatasuna. Ieri una bozza del maxi decreto di circa 80 pagine è stata inviata al Capo dello Stato Sergio Mattarella al Quirinale. Si tratterebbe di due testi – un disegno di legge di 40 articoli e un decreto legge di 25 – che dovrebbero essere firmati dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il Colle ora dovrà valutare i profili di costituzionalità del pacchetto, su cui numerosi giuristi e osservatori hanno già espresso perplessità.
Tra le misure principali allo studio c’è innanzitutto l’introduzione del cosiddetto fermo preventivo: ufficiali e agenti di polizia potrebbero trattenere, per un massimo di 12 ore, persone considerate “sospette” e individuate durante i controlli preventivi effettuati in vista di manifestazioni e cortei. In questo stesso ambito potrebbe essere esteso anche il daspo urbano (Dacur), con il divieto di accesso a determinati spazi per chi risulta condannato o denunciato per reati connessi a proteste. È inoltre prevista l’ipotesi di arresto in flagranza differita per chi compie danneggiamenti.
Un altro capitolo rilevante riguarda lo scudo penale: le forze dell’ordine non sarebbero più automaticamente iscritte nel registro degli indagati per fatti commessi durante lo svolgimento del servizio. La misura si applicherebbe anche a tutti i cittadini, ma esclusivamente nei casi di legittima difesa.
Il pacchetto interviene poi sul tema dell’ordine pubblico nelle città. In particolare, per quanto riguarda aree rosse e sgomberi, i prefetti potrebbero individuare “zone rosse” in determinate aree urbane caratterizzate da episodi ripetuti di illegalità e vietarne l’accesso a persone segnalate per alcuni reati, una possibilità oggi prevista solo in casi eccezionali. Il provvedimento faciliterebbe inoltre gli sgomberi di immobili occupati.
Sul fronte dell’immigrazione, vengono ristrette le categorie di familiari per i quali è possibile chiedere il ricongiungimento. L’ingresso e il soggiorno per motivi di studio per minori stranieri sarebbe consentito solo a ragazzi con più di quattordici anni, mentre viene innalzata la soglia di reddito necessaria per presentare la richiesta di ricongiungimento.
Un ulteriore intervento riguarda coltelli e minori. È previsto il divieto di vendita di lame agli under 18, anche online, e il divieto assoluto di porto di coltelli con lama superiore a 5 centimetri per tutti. Sono inoltre previste multe ai genitori in caso di atti di violenza commessi da figli minorenni. Il provvedimento arriva dopo il caso dello studente ucciso in classe a La Spezia.
Dalle ultime bozze sarebbe invece scomparsa una delle misure più contestate, ovvero la cauzione da 20mila euro per gli organizzatori delle manifestazioni, pensata per coprire eventuali spese legate ai disordini. Una proposta fortemente voluta dalla Lega di Matteo Salvini, che aveva sollevato forti dubbi di costituzionalità.
Nel complesso, l’impostazione del provvedimento appare ancora una volta fortemente repressiva. L’associazione Antigone ha commentato la bozza spiegando che «si muove nella direzione di trasformare il diritto penale e amministrativo in uno strumento di gestione del consenso e dell’ordine pubblico, mettendo insieme categorie eterogenee – persone migranti, minorenni, attivisti, autori di reati comuni – come se fossero un unico problema di sicurezza». Misure che, aggiungiamo noi, difficilmente risolveranno il conflitto sociale e aumenteranno la sicurezza e che rischiano piuttosto di restringere ulteriormente gli spazi democratici e il diritto di protesta.