Gli spazi sociali si uniscono contro la repressione del Governo
I principali centri sociali, collettivi e realtà di movimento italiani si stanno organizzando per rispondere collettivamente alle politiche del governo guidato da Giorgia Meloni e a una stagione di sgomberi apertasi con il Leoncavallo di Milano e proseguita con Askatasuna a Torino. L’esecutivo ha messo nel mirino gli spazi sociali e ora potrebbe toccare a Spin Time Labs, la casa di oltre 400 persone – famiglie, bambini, rifugiati, lavoratori poveri – nel cuore dell’Esquilino, a Roma. Più volte su VD News abbiamo sottolineato la necessità di difendere queste realtà, che spesso rappresentano gli ultimi presìdi di equità in città sempre più esclusive e inaccessibili.
Contestualmente, il governo ha annunciato anche il possibile sgombero di Casapound, mettendo idealmente sullo stesso piano il simbolo identitario dell’estrema destra italiana – un luogo segnato da violenze e apologia di fascismo – e esperienze di accoglienza, inclusione e solidarietà, in alcuni casi riconosciute e attraversate anche dal mondo cattolico e dalle istituzioni.
Le assemblee convocate il 17 gennaio a Torino da Askatasuna e a Milano da una rete di spazi sociali, così come quelle organizzate il 10 gennaio a Roma da Spin Time e a Napoli da Officina 99, segnano la volontà di riconoscersi, pur nelle differenze, come parte di uno stesso fronte sociale colpito dalle politiche dell’esecutivo. Una convergenza che richiama esperienze recenti di mobilitazione – dalle iniziative per la Palestina alle proteste contro il Ddl 1660 – e punta a rilanciare una capacità di azione comune in difesa delle libertà civili e sociali.
Da Torino arriva l’invito a partecipare al corteo nazionale del 31 gennaio, indicato come uno dei possibili passaggi per costruire un’opposizione sociale al governo Meloni. All’assemblea hanno preso parte decine di realtà provenienti da tutta Italia – da Milano a Napoli, da Bologna al Nord Est – tra centri sociali, associazioni, sindacati di base e comitati di quartiere, con centinaia di persone collegate in streaming.
«Il governo Meloni ha sbagliato i calcoli, il popolo resiste e rilancia», è una delle affermazioni emerse al termine dell’assemblea e riportate da Rita Rapisardi, che ha seguito l’incontro per il Manifesto. Altre realtà sociali italiane hanno annunciato la partecipazione unitaria al corteo nazionale di Torino, in quella che viene definita una fase di possibile ricomposizione dei movimenti. «C’è la possibilità di unire tante esperienze, siamo all’alba di un nuovo movimento», ha concluso Millesimo, indicando in Torino – città simbolo della Resistenza ma anche, secondo i promotori, laboratorio di repressione sociale – il punto di partenza di una nuova stagione di conflitto.