Dopo oltre 400 giorni di detenzione senza accuse formali, il cooperante italiano arrestato in Venezuela il 15 novembre 2024 ha lasciato il carcere di El Rodeo, uno dei più duri del Paese. Una notizia attesa a lungo dalla famiglia, dalla società civile e da migliaia di cittadini che non hanno mai smesso di domandare al governo italiano di riportarlo a casa.

Trentini e Burlò sono finalmente rientrati in Italia



La scarcerazione è avvenuta nella notte. Trentini si trova ora nella sede dell’ambasciata italiana a Caracas ed è in buone condizioni di salute, come ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Con lui è stato liberato anche un altro cittadino italiano detenuto a El Rodeo, il torinese Mario Burlò. L’aereo che li riporterà in Italia è già partito da Roma.

La decisione sarebbe maturata dopo giorni di forte pressione diplomatica e un lavoro di mediazione che ha coinvolto l’intelligence italiana e gli Stati Uniti. I due italiani sono stati informati della liberazione nel pomeriggio, ora locale, e trasferiti all’ambasciata senza essere incappucciati, una pratica che aveva accompagnato ogni loro spostamento all’interno del carcere. Ad accoglierli l’ambasciatore Giovanni Umberto De Vito, che ha predisposto per entrambi alcune ore di riposo prima del rientro in patria.

Trentini era stato fermato mentre si spostava dalla capitale verso il sud-ovest del Paese per una missione umanitaria della ong Humanity & Inclusion. Da allora, i giorni si sono sommati senza che venissero mai formalizzate accuse. Trasferito nel carcere di massima sicurezza di El Rodeo, è diventato uno dei simboli della detenzione arbitraria praticata dal regime venezuelano.

Durante le vacanze natalizie, la madre Armanda Colusso aveva espresso timori per le sue condizioni fisiche e psicologiche, provate da una detenzione lunga e opaca. Oggi l’attesa è finita. Resta il peso di ciò che Alberto ha vissuto e la necessità di fare piena luce su una vicenda che mostra come la privazione della libertà possa essere usata come strumento politico. Ma intanto una certezza c’è: Alberto Trentini può finalmente tornare a casa.