Ma quale weekend lungo: un italiano su tre lavora anche nel fine settimana
Oggi, venerdì 12 dicembre, la Cgil ha indetto una giornata di sciopero generale «contro una legge di bilancio ingiusta: per aumentare salari e pensioni; per fermare l’innalzamento dell’età pensionabile; per dire no al riarmo e investire su sanità e istruzione; per contrastare la precarietà; per vere politiche industriali e del terziario; per una riforma fiscale equa e progressiva», si legge nel comunicato.
Sono previste manifestazioni, presidi e comizi in tutte le Regioni. Metropolitane, tram, autobus e in alcuni casi anche voli aerei subiranno ripercussioni, con modalità diverse a seconda delle città. Lo sciopero era stato proclamato quasi un mese fa: il giorno dell’annuncio, la premier Giorgia Meloni aveva ironizzato sulla data scelta - venerdì 12 dicembre - chiedendo su X: «In quale giorno della settimana cadrà il 12 dicembre?», alludendo alla presunta volontà dei sindacati di favorire un “weekend lungo”. Sulla stessa linea il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che aveva «invitato Landini a rinunciare al weekend lungo e organizzare lo sciopero in un altro giorno della settimana».
Una posizione che finisce per sminuire il diritto di sciopero, oltre a poggiare su un presupposto inesatto. I dati raccontano infatti una realtà molto diversa. Secondo l’ultima rilevazione Istat, aggiornata a gennaio 2025, gli occupati in Italia sono circa 24,2 milioni: poco meno di 16,5 milioni con contratto a tempo indeterminato, quasi 2,7 milioni a tempo determinato e 5,1 milioni di lavoratori autonomi.
Eurostat, in una rilevazione pubblicata lo scorso maggio, sottolinea che un occupato su tre (il 30,9%) lavora nel weekend, contro una media europea del 22,4%, influenzata dai Paesi del Nord Europa, più rigidi nella regolazione dei turni. L’Italia è così tra i Paesi europei con la più alta incidenza di lavoro nei fine settimana, una quota che sale al 33,4% se si considera il solo sabato.
Tradotto in numeri, almeno 8 milioni di persone nel nostro Paese lavorano di sabato o domenica. Altro che weekend lungo: per loro, sciopero o no, il fine settimana è spesso un giorno lavorativo. È probabile che la cifra reale sia persino superiore, dato che tra gli autonomi la quota di chi lavora nel weekend raggiunge il 60% - un valore altissimo rispetto alla media Ue, dove la percentuale è del 46,7% per gli autonomi con dipendenti e del 37,8% per quelli senza.
Se si guarda invece a chi lavora la domenica, l’ultimo dato disponibile è quello dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, risalente al 2016, che stimava 4,7 milioni di persone: uno su cinque tra i lavoratori dipendenti e uno su quattro tra gli autonomi. Considerando che si tratta di una rilevazione di nove anni fa, è plausibile che oggi quel numero sia ancora più alto.