Le gemelle Kessler hanno scelto di morire, come volevano
Le gemelle Alice ed Ellen Kessler, note cantanti e ballerine tedesche di grande successo nell’Italia degli anni ‘60, sono morte con il suicidio assistito il 17 novembre nella loro casa a Grünwald, un piccolo comune alle porte di Monaco di Baviera. Avevano 89 anni.
Erano da tempo in contatto con la Deutsche Gesellschaft für Humanes Sterben (Dghs), un’associazione tedesca che si occupa di suicidio assistito. In questi mesi hanno avuto dei colloqui preliminari con un giurista e una dottoressa. Poi, senza alcuna pressione e nel pieno della consapevolezza hanno proceduto all’iniezione che porta alla morte. Queste sono infatti le condizioni con cui da cinque anni una sentenza della Corte costituzionale tedesca ha reso possibile il suicidio assistito. L’eutanasia è invece ancora illegale in Germania.
Le gemelle Kessler sono state un punto di riferimento per la cultura italiana degli anni ‘60, quella del “miracolo” economico del dopoguerra dove la televisione aveva ancora un ruolo centrale nella formazione dei costumi. Alice ed Ellen Kessler hanno interpretato in quegli anni un nuovo modo di fare intrattenimento, sdoganando un approccio allegro e coreografico in un Italia fortemente condizionata dal moralismo cattolico.
In diverse interviste avevano espresso la volontà di andarsene insieme, dopo una vita passata fianco a fianco, ed essere sepolte nella stessa urna, accanto ai resti della madre e del loro cane Yello. Avevano redatto il testamento già vent’anni fa. Non avendo né figli né nipoti hanno scelto di lasciare larga parte del patrimonio in beneficenza: tra gli eredi principali ci sono Medici senza Frontiere, la Missione Cristoffel per i ciechi, l’organizzazione per gli animali Gut Aiderbichl, l’Unicef e l'agenzia di soccorso internazionale del Sovrano militare ordine di Malta.