L'Italia ha una Regione in più
Secondo un rapporto di Fondazione Migrantes, in vent’anni l’Italia ha contato più di un milione di espatriati a fronte di 826 mila rimpatri. Il numero delle persone che hanno scelto di vivere all’estero - oltre sei milioni - è così alto da costituire, sotto il profilo numerico, una regione a sé. Le regioni d’Italia dunque non sono 20, ma 21 se si contano gli iscritti all’Anagrafe dei residenti all’estero (Aire). Secondo il rapporto, il filo comune delle partenze è da ricercare nella scelta di andare alla ricerca di dignità, riconoscimento e mobilità sociale.
Oltre a chi parte verso l’estero c’è anche chi decide di lasciare il Sud per andare a vivere in altre regioni italiane. Secondo il rapporto Censis – Confcooperative “Sud, la grande fuga”, ogni anno se ne vanno 134 mila studenti e 36 mila laureati. Una fuga che al Sud costa oltre 4 miliardi. «Un trasferimento di ricchezza che risale dal Sud prendendo la strada del Nord», ha detto Maurizio Gardini di Confcooperative. «È una perdita sociale, economica, demografica, culturale. Un depauperamento silenzioso di risorse che svuota interi territori».
Per le famiglie del Sud, inoltre, mandare a studiare i propri figli o figlie negli atenei del Centro e del Nord costa 120 milioni all’anno.«Si tratta di un flusso massiccio e sostanzialmente stabile di capitale umano che abbandona il territorio d’origine per formarsi altrove, con scarse probabilità di ritorno una volta completato il percorso di studi». Ma ci sono anche dati lievemente incoraggianti. Sebbene i laureati in discipline STEM (scienze, tecnologia, ingegneria, matematica) rappresentino appena il 22,4% del totale nazionale, al Sud le startup innovative sono però il 28% del totale.
E poi c’è una debole “contro migrazione”: 10mila giovani dal Centro Nord si sono iscritti alle università del Sud. Si tratta però una contro migrazione debole che non compensa, né mitiga gli effetti economici e sociali dei giovani che lasciano il Sud.