Due anni fa il femminicidio di Giulia Cecchettin
di Melissa AgliettiCon un emendamento presentato dalla Lega stessa, l'educazione sessuo affettiva a scuola ci sarà, oltre come già stabilito alle scuole superiori, anche alle medie. Ma a una condizione: il consenso informato dei genitori, che dovranno conoscere in anticipo i temi trattati e i materiali distribuiti. Gli alunni che avranno l’assenso dei familiari potranno seguire le lezioni, gli altri no. Tutto questo nell’anniversario del femminicidio di Giulia Cecchettin.
Resta invece il divieto per la scuola dell'infanzia ed elementare a progetti specifici sull’educazione sessuo affettiva. E questo è un problema: è da persone piccole che intoriettiamo quelle strutture sociali che ci portano a dire «i maschi sono fatti così», «le femmine invece in quest’altro modo». Gabbie che ci portano, alle estreme conseguenze, alla violenza di genere ma anche al disagio psichico, soprattutto nei maschi. C’è da chiedersi quindi se abbia senso delegare alla volontà dei genitori - che magari dentro quelle gabbie ci hanno costruito la loro vita - un compito così grande. In generale, ci si affida alla scuola anche perché la si ritiene più accogliente e più competente per affrontare alcuni temi, che si tratti di geografia o di educazione civica.
Nel frattempo, Gino Cecchettin, padre di Giulia e presidente della Fondazione intitolata alla figlia, racconta delle richieste che arrivano per progetti che riguardano l’educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole. «L’humus educativo della nostra società fatica a distaccarsi dal modello del maschio dominatore», spiega. «Stiamo facendo formazione anche tra gli operatori di polizia. Servirebbe fare altrettanto anche negli ambienti della magistratura».
L’educazione sessuo affettiva non è la panacea di ogni male. I piani su cui intervenire sono molti, dalle istituzioni alle forze dell’ordine, e il cambiamento culturale e sociale è lento. I leghisti sono convinti che il bersaglio dell’educazione affettiva sia l’identità dei singoli, soprattutto se bianca ed etersossessuale: il vero obiettivo è invece il superamento di un sistema di dominio che ci ha schiacciati e schiacciate. È arrivato il momento di provare a immaginare alternative migliori.