La quinta sezione del Consiglio di Stato, con una sentenza sollecitata da un ricorso della Federazione italiana ambiente e bicicletta (Fiab) di Cagliari, ha stabilito che sono legittime le multe da 75 fino a 800 euro per chi lega la bicicletta a qualcosa di diverso dalle rastrelliere, come previsto dal regolamento cittadino di polizia e sicurezza urbana del capoluogo sardo.

Il parcheggio delle bici sui marciapiedi può essere un problema per chi si muove in carrozzina, ma la sentenza punirebbe in maniera indiscriminata chi ostruisce il passaggio alle persone con disabilità o a chi spinge un passeggino, e chi invece vuole solo evitare che la bici venga rubata e la posiziona in sicurezza, senza arrecare alcun disagio a chi passa. La decisione infatti ha come scopo tutelare il «decoro urbano» e non il diritto a fruire del passaggio sul marciapiede senza difficoltà. Eppure le rastrelliere sono poche e in generale nel 2023 (fonte Fiab), in Italia sono state rubate 320 mila biciclette. In molte città non esistono punti di ancoraggio per le bici e in alcune grandi centri come Milano, dove si incoraggia l’uso della bici per ridurre il traffico, le rastrelliere cedono il passo alle strisce blu per le auto.

Come spiega alla Stampa Virgilio Scanu, presidente di Fiab Cagliari: «Se lascio la bicicletta appoggiata al cavalletto e non legata, con molta probabilità non la trovo più». Quindi, da un lato, si vorrebbe incentivare l’uso della bici, dall’altro si fa di tutto per rendere rischioso sotto ogni profilo - da quello della sicurezza su strada alla questione furti - il suo utilizzo. «Assieme ai nostri legali, valuteremo un ricorso alla Corte Europea», ha detto Scanu. E aggiunge: «C’è stata un’audizione in Consiglio comunale a Cagliari e persino la polizia municipale ha detto che non farà mai una multa [a una bici legata a un palo], a meno che la bicicletta non ostruisca il passaggio o non costituisca un pericolo»

Resta il fatto che se si parcheggia l’auto sul marciapiede ce la si può cavare 770 euro di multa nei casi più gravi, oltre alla decurtazione di 2 punti dalla patente di guida. La mobilità da incentivare è evidentemente un’altra.