Secondo un’indagine di Immobiliare.it Insights, riportata da SkyTg24, il prezzo medio per una stanza nelle principali città universitarie italiane è aumentato fino al 70% in quattro anni. L’analisi ha messo a confronto l’andamento della domanda e dei canoni medi dal 2021, considerando sia le stanze singole sia gli appartamenti di diverse tipologie, come mono e bilocali.

In termini assoluti Milano e Bologna restano le città più care, ma gli aumenti hanno colpito gran parte d’Italia. A Bologna i prezzi delle stanze sono saliti del 73% rispetto al 2021, raggiungendo in media 651 euro al mese, mentre i canoni per gli appartamenti (mono, bi e trilocali) sono cresciuti di circa il 30% nello stesso periodo. Milano mantiene il primato con 714 euro al mese per una singola, ma segna “solo” un +44% in quattro anni. Percentuali simili anche a Napoli, dove una stanza costa oggi 468 euro al mese, con un aumento del 43%.

A Padova i prezzi sono cresciuti del 61% (508 euro), mentre Firenze registra un incremento del 59% (618 euro). Ancora più marcato l’aumento a Trento, dove si toccano i 549 euro al mese, pari a un +73% dal 2021. A Roma la crescita è più contenuta, ma comunque significativa: +41%, per una media di 577 euro mensili.

«Quello che emerge chiaramente è che le stanze, negli ultimi anni, sono diventate una soluzione abitativa sempre più ambita», spiega Antonio Intini, CEO di Immobiliare.it Insights. «Con un’offerta che fatica a tenere il passo della domanda, ne è conseguito un incremento rilevante dei prezzi in tutte le città analizzate».

Secondo Intini, a spingere verso l’alto la domanda non sono solo gli studenti: «Molti dei centri considerati non ospitano soltanto importanti atenei, ma anche poli economici e culturali che attirano lavoratori di diversi settori. In un contesto di costo della vita crescente e precarietà diffusa, sempre più persone scelgono soluzioni condivise e temporanee, contribuendo così a una richiesta di posti letto sempre più alta».