Nella bozza della legge di Bilancio 2026, approvata dal Governo Meloni e in attesa di esame parlamentare, torna il bonus cultura per i giovani, ora ribattezzato “Carta Valore”. Lo stanziamento previsto è di 180 milioni di euro, destinati all’acquisto di libri, biglietti per cinema, teatro, concerti, musei e corsi artistici o linguistici.

La misura, che riprende in parte la precedente 18App, introduce però criteri più restrittivi. Per beneficiarne sarà necessario aver conseguito il diploma di scuola superiore entro l’anno di compimento del diciannovesimo anno di età. Nessun vincolo di reddito o di merito, ma l’accesso sarà riservato solo a chi ha completato il percorso scolastico nei tempi previsti.

Ulteriori esclusioni riguardano anche gli studenti che hanno seguito percorsi di formazione professionale triennale gestiti dalle Regioni - come parrucchieri, estetisti, meccanici, elettricisti, pasticcieri, panettieri e giardinieri - che pur avendo ottenuto una qualifica non possiedono il diploma di scuola superiore.

Secondo i dati Invalsi, solo il 73,4% degli studenti conclude le superiori in cinque anni; il 10,4% viene bocciato almeno una volta, il 9,4% abbandona gli studi e un ulteriore 5-6% opta per corsi professionali regionali. In totale, circa un quarto dei giovani non potrà accedere alla misura.

Lo scrittore e docente Christian Raimo, intervistato da Fanpage.it, ha commentato: «Questo governo odia i giovani, è chiaro. Usa nei loro confronti repressione, paternalismo, mancette selettive. L’ultima evidenza è nel ritorno del bonus cultura che dovrebbe essere in finanziaria. Sarà ripristinato per i 19enni, ma solo per una parte. Non quelli che hanno mollato scuola, non quelli bocciati, non quelli che hanno fatto corsi triennali per parrucchiere o meccanico. È una misura così mal pensata, iniqua, che mostra davvero una volontà ideologica in questo governo: dividere anche tra i giovani tra cittadini e non cittadini, cittadini di serie A e di serie C».

In Italia, secondo Eurostat, quasi il 10% dei giovani tra 18 e 24 anni lascia la scuola senza un diploma: sono gli ELET (Early Leavers from Education and Training). Si tratta in prevalenza di ragazzi che vivono in contesti familiari fragili. La nuova Carta Valore rischia così di non raggiungere proprio le fasce più vulnerabili.

L’importo individuale del bonus non è ancora stato definito: sarà stabilito ogni anno con decreto del Ministero della Cultura, di concerto con il Mef e con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Le categorie di spesa ammesse restano invariate: biglietti per spettacoli dal vivo, libri, abbonamenti a quotidiani e periodici anche digitali, musica registrata, strumenti musicali, prodotti audiovisivi, ingressi a musei, mostre e parchi naturali, oltre a corsi di musica, danza, teatro o lingue straniere. Il provvedimento è atteso ora all’esame delle Camere, dove non si escludono modifiche.