Bologna, sfratto violento in via Michelino: due famiglie con cinque minori allontanate dagli agenti in tenuta antisommossa
Hanno raccolto molto interesse le immagini diffuse giovedì di uno sfratto molto violento eseguito a Bologna ai danni di due famiglie in via Michelino, nella periferia nord est della città. Nel video diffuso dalla Piattaforma di Intervento Sociale PLAT si vedono gli agenti in tenuta antisommossa sfondare la porta di un appartamento, e poi il muro confinante per entrare nell’altro. L’operazione ha coinvolto due famiglie con cinque minori, tra cui una bambina autistica. Nonostante avessero sempre pagato regolarmente l’affitto, la società immobiliare che ne detiene la proprietà avrebbe deciso di non rinnovare il contratto per “finita locazione” con l’obiettivo – secondo quanto si apprende – di riconvertire l’intera palazzina in appartamenti destinati ad affitti brevi turistici.
Bologna, decine di agenti in antisommossa sfrattano due famiglie
Secondo quanto riferito dagli attivisti di PLAT, presenti sul posto per sostenere le famiglie, l’assistente sociale avrebbe contattato i nuclei solo telefonicamente, proponendo una sistemazione temporanea in un albergo fuori città. Una soluzione inadeguata, soprattutto per la bambina con autismo, che frequenta una scuola del quartiere e ha bisogno di continuità educativa e terapeutica. L’operazione, che è avvenuta con un uso spropositato della forza, ha scatenato le reazioni indignate di cittadini e di diversi esponenti politici. Lega e Fratelli d’Italia sostengono che il problema della casa a Bologna riguardi soprattutto l’amministrazione locale, e non il Governo centrale. La vicesindaca di Bologna Emily Clancy ha diffuso una dichiarazione in cui accusa l’esecutivo guidato da Meloni di realizzare «finti piani casa che valgono, per tutto il Paese, quanto le risorse che Bologna ha investito da sola per affrontare la crisi abitativa.
È una presa in giro che non siamo disposti ad accettare». «In questi anni il Governo si è rifiutato di incontrare gli oltre quaranta amministratori che hanno chiesto un confronto e fatto proposte concrete per un piano casa degno di questo nome – aggiunge Clancy – Gli effetti di questa inerzia sono sotto gli occhi di tutti. Anche per questo proponiamo un tavolo con la Questura, i sindacati di proprietari e inquilini e le associazioni che si occupano di diritto alla casa, per fronteggiare questa crisi sociale con le risorse che abbiamo sul nostro territorio. Non vogliamo più assistere a scene come quelle che abbiamo visto oggi, non si possono abbandonare persone e famiglie in difficoltà al proprio destino».