In uno spot britannico di tre anni fa contro la violenza di genere - ripostato da The Period Off nei giorni scorsi - non ci sono visi con i lividi o “consigli” su come evitare la violenza. C'è invece un altro uomo che dice all’uomo violento «ma che cosa stai facendo?». «Se assisti alla violenza scambia due parole con te stesso e poi con i tuoi amici», si chiude il video.

Il femminicida, ce lo siamo detti e dette più volte, non è un mostro, non è un’anomalia del sistema, è il figlio legittimo del sistema stesso. E il sistema ti dice che per essere riconosciuto come uomo dagli altri uomini devi essere all’altezza di un modello maschile idealizzato che afferma costantemente il suo potere sull’altro. Come spiega Manolo Farci in “Quel che resta degli uomini”, l’oggettificazione femminile è usata per creare terreno comune tra pari, «creare complicità e scalare la gerarchia sociale all’interno del contesto maschile di appartenenza». Disumanizzo, dunque sono, perché lo posso fare, me lo posso permettere. Ecco perché quando l’uomo - anche violento - si confida con amici o colleghi «la sua versione viene accolta con comprensione e l’episodio viene minimizzato».

A tutto questo, la risposta che viene data dalle istituzioni è l’ergastolo per il reato di femminicidio, che punisce a posteriori e non funziona nemmeno da deterrente. Il dominio un uomo infatti lo deve mantenere sempre, a qualsiasi costo. Anche con l'ergastolo per il reato di femminicidio, non smetterò - come molte altre - di avere i nervi tesi quando mi trovo da sola in una stanza con un uomo che conosco da poco. E probabilmente non smetterò nemmeno di sentirmi dire che se «quella tua amica lì sta con quel tipo là che la picchia, evidentemente è ciò che vuole». Mi piacerebbe tanto iniziare a vedere uomini che fermano l’amico violento come nello spot e che ancor prima non ridono alla battuta sessista e disumanizzante. E lo fanno semplicemente perché ci sono altre possibilità di essere uomo, di essere una persona. Un primo passo per arrivarci sarebbe l’educazione sessuo affettiva nelle scuole. Ma al Governo evidentemente fa più paura questo del femminicidio.