Abbiamo vissuto lo sciopero: ora bisogna difenderlo
di Samuele MaccoliniLa sera del 2 ottobre Matteo Salvini ha pubblicato sui profili social un avvertimento per chi sarebbe sceso in piazza il giorno successivo. Citando i disordini avvenuti in alcune città il leader della Lega ha definito i manifestanti «pro caos» e ha chiesto di mantenere l’ordine perché «qualcuno sta esagerando». Non è nuova la strategia di associare movimenti ampi, stratificati ed eterogenei come quello per Gaza con le loro frange più violente. L’obiettivo è sminuire la portata della mobilitazione.
Nel video Salvini ha annunciato la volontà di modificare le regole e aumentare le sanzioni previste per gli scioperi giudicati come illegittimi. La normativa vigente risale al 1990 e contiene sanzioni per i sindacati che possono oscillare dai 2.500 ai 50mila euro se non si rispetta l’obbligo di preavviso di almeno dieci giorni. I lavoratori rischiano solo se esercitano un servizio pubblico essenziale, possono essere soggetti «a sanzioni disciplinari proporzionate alla gravità dell'infrazione», ma non possono essere licenziati, demansionati o trasferiti.
In questo caso lo sciopero è stato annunciato solo mercoledì sera, quando sono state abbordate le barche della Flotilla. Secondo la legge la protesta è però sempre motivata dalla «difesa dell'ordine costituzionale» o se è contro «gravi eventi lesivi dell'incolumità e della sicurezza dei lavoratori». I sindacati si sono appellati queste motivazioni – violazione del diritto internazionale da parte di Israele e presenza di lavoratori italiani sulla Flotilla – per il via libera allo sciopero del 3 ottobre, nonostante questo fosse stato dichiarato illegittimo dalla Commissione di garanzia.
Salvini, che aveva annunciato la precettazione dello sciopero, alla fine non si è imposto. Ma si prepara a cambiare le regole, già restrittive, sugli scioperi. Una mossa che limiterebbe i margini di applicazione di un diritto fondamentale. Proprio come era successo solo quattro mesi fa con l’approvazione del DL Sicurezza, che prevede sanzioni penali per picchetti, blocchi di strade e stazioni. Le mobilitazioni di questi giorni non devono farci scordare che vivere lo sciopero significa anche difenderlo.