«La nave Mikeno ha rotto il blocco israeliano»
La nave Mikeno sarebbe riuscita a entrare nelle acque territoriali di Gaza, rompendo simbolicamente il blocco navale. Tuttavia, da oltre due ore il suo tracker segna zero nodi a poche miglia dalla costa, alimentando i sospetti che possa essere già stata bloccata.
«Qualora fosse confermato l'ingresso della barca in acque palestinesi dopo anni di blocco forzato da parte di Israele, ci troveremmo davanti ad un momento storico!», scrive in un post di aggiornamento il Global Movement to Gaza Italia. Ricordiamo che il blocco navale, aereo e terrestre che Israele ha imposto sulla Striscia di Gaza occupata a partire dal 2009 risulta contrario al diritto internazionale, in particolare alla risoluzione 1860 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Le acque davanti a Gaza, inoltre, «non sono acque territoriali israeliane, perché la Striscia di Gaza non è territorio israeliano», spiega il team legale della Sumud Flotilla. «Affermare il contrario significa riconoscere come lecita l’annessione de facto da parte di Israele del territorio palestinese occupato, ovvero una situazione territoriale che la Corte internazionale di giustizia ha chiaramente considerato illecita (parere del 19 luglio 2024)». L'esercito israeliano ha però smentito: «Nessuna delle imbarcazioni della flottiglia è riuscita a raggiungere le acque controllate da Israele al largo della costa di Gaza», afferma l'Idf citato dai media israeliani.
Intanto, la missione della Global Sumud Flotilla prosegue con 23 imbarcazioni ancora in navigazione verso la Striscia, nonostante gli abbordaggi della notte.
Dal lato israeliano, il ministero degli Esteri dichiara su X che gli attivisti fermati «stanno raggiungendo in modo sicuro e pacifico Israele, dove saranno avviate le procedure di espulsione verso l’Europa. I passeggeri sono al sicuro e in buona salute». Nel frattempo la Colombia ha espulso la delegazione diplomatica israeliana dopo gli arresti di due attivisti colombiani che si trovavano a bordo della Flotilla.