«Lo abbiamo bastonato di brutto». 20 anni fa l’omicidio di Federico Aldrovandi
Erano le 5:48 del 25 settembre 2005 quando una residente chiamò le forze dell’ordine segnalando una persona che urlava per le strade di Ferrara. Venti minuti dopo, alle 6:04 i poliziotti chiamarono un'ambulanza. I paramedici trovarono il 18enne Federico Aldrovandi sdraiato per terra con i polsi ammanettati dietro la schiena. Gli agenti era inginocchiati per tenerlo fermo, ma probabilmente lui era già morto.
Una morte che ancora oggi rimane senza ragione, ma che è stata provocata da una violenza inaudita. Vicino al corpo furono trovati due manganelli spezzati e successive perizie stabilirono che Federico morì per arresto cardiaco dovuto a compressione toracica e alle botte subite. La testimone chiave Anna Marie Tsagueu raccontò di aver visto «quattro di loro su di lui che lo picchiavano». Uno dei poliziotti, Enzo Pontani, la mattina del 25 settembre chiamò la centrale e disse: «Una lotta di mezz'ora con questo qua... lo abbiamo bastonato di brutto... ora è svenuto, mezzo morto».
Nel 2009 i quattro poliziotti furono condannati a tre anni e sei mesi per omicidio colposo e venne anche riconosciuto l'eccesso colposo nell'uso delle armi. La pena fu poi ridotta a sei mesi e nel 2014 gli agenti rientrarono in servizio con incarichi amministrativi. Decisiva fu la scelta della famiglia di raccontare la vicenda all’opinione pubblica, anche con la diffusione della foto che scosse il Paese: Federico con i segni dei manganelli sul volto e una macchia di sangue sul lenzuolo bianco.
L’omicidio di Federico Aldrovandi ha messo allo scoperto l’uso sproporzionato della forza spesso adottato dalle forze dell’ordine. Eccessi che però non sempre compromettono il prosieguo della carriera degli agenti coinvolti, come dimostrano anche i fatti del G8 di Genova. La violenza sistemica resta un problema ancora oggi, soprattutto verso le categorie più indifese. Recentemente il Consiglio d’Europa ha chiesto al Governo italiano di condurre al più presto uno studio indipendente sul fenomeno della profilazione razziale nelle forze di polizia, che pare essere dilagante. Mentre una mappatura indipendente realizzata dal giornalista Luigi Mastrodonato ha rilevato che dal 2000 a oggi almeno 67 persone sono morte durante operazioni delle forze dell’ordine.