Tutta l'Italia si ferma per Gaza. Ma Meloni vede solo i disordini
di Samuele MaccoliniCome atteso le manifestazioni a supporto della Global Sumud Flotilla e del popolo palestinese sono state molto partecipate. Ci sono stati cortei e presidi in oltre 75 città, a cui si sono aggiunte mobilitazioni spontanee lungo tutta la penisola. Decine o centinaia di migliaia di persone (in base alle stime) di ogni età hanno scelto di scendere in piazza rispondendo all’appello del sindacato di base USB.
Lo sciopero è stato il culmine di proteste che vanno avanti da due anni, ma che ora sembrano aver fatto breccia anche nell’opinione pubblica meno propensa a queste forme di lotta. Lo stesso sindacato ha segnalato nei giorni precedenti che i centralini sono stati presi d’assalto da lavoratori intenti a chiedere informazioni sulla mobilitazione. Molti cercavano informazioni su come si fa lo sciopero, quali sono le procedure burocratiche. Probabilmente per loro ieri è stata la prima volta. Perciò le piazze sono state più che mai eterogenee, con tanti e tante che hanno scelto di uscire dalla propria zona di comfort spinti dall’indignazione e da un senso di urgenza condiviso.
La mobilitazione ha avuto una straordinaria copertura sui social, con molte pagine internazionali di divulgazione e attivismo che hanno rilanciato i video e le immagini delle piazze italiane. Nelle stesse ore si apriva l’Assemblea generale dell’ONU, con l’annuncio del riconoscimento dello Stato di Palestina da parte della Francia. Segno che i Governi iniziano a sentire la pressione dell’opinione pubblica. Ma non in Italia.
Mentre all’estero si applaudiva l’impegno della popolazione per Gaza, la premier Meloni era intenta a condannare le «violenze indegne» provocate dai «teppisti» che si sono scontrati con la polizia in Stazione Centrale a Milano. Il fatto, avvenuto al termine di un corteo pacifico e partecipatissimo nonostante la pioggia battente, apre oggi larga parte dei quotidiani della destra e non solo. Ognuno sceglie quello che vuole vedere, ma la realtà non un’opinione: la vera notizia è che ieri, in un lunedì di autunno come tanti, l’Italia si è fermata per opporsi a un genocidio.