Un sindacato dei lavoratori o un sindacato tra i lavoratori? Dagli anni ‘90 il fronte sindacale è impegnato in una lotta interna senza possibilità di risoluzione. Da un lato i COBAS, che rivendicano l’indipendenza dalla politica e l’approccio “dal basso”; dall’altro i confederali: CISL, UIL e soprattutto la più storica e nota CGIL. 

I confederali hanno una struttura organizzativa più larga, verticistica e diffusa. Sono quelli con più tessere e con un potere consolidato nei decenni. Sono quelli che interloquiscono coi partiti nazionali e col Governo, in continuità o in opposizione. Sono quelli, soprattutto, che firmano i contratti di lavoro più diffusi confrontandosi con le parti datoriali.

Non entriamo qui nel merito delle divergenze nelle strategie di lotta. È evidente che un fronte sindacale eterogeneo può e deve agire a più livelli – dallo scontro diretto, autonomo e militante fino alle lunghe ed estenuanti contrattazioni – per garantire le tutele di tutti e tutte. Viviamo infatti in un’epoca dove le condizioni dei lavoratori sono state rese anch’esse eterogenee e contraddittorie. E con questo dobbiamo fare i conti, almeno nel breve termine.

Il problema sorge quando l’astio reciproco depotenzia la causa stessa. Succede spesso, che si protesti per contratti, legge di bilancio o condizioni migliori. I sindacati di base fissano una data per lo sciopero, i confederali scelgono un altro giorno. Magari prima anche di poco. Risultato: i lavoratori protestano comunque, ma sono costretti a dividersi a causa di dinamiche che con l’obiettivo della lotta non hanno nulla a che fare. E la lotta ne risente, perché è meno efficace.

Ci possono essere richieste, posizionamenti diversi su tanti temi. Non sulla fine del genocidio a Gaza. Ma anche in questo caso si è ripetuto lo stesso copione: USB proclama lo sciopero generale per il 22 settembre in difesa della Flotilla. Quattro giorni dopo la CGIL annuncia la mobilitazione nazionale per la Palestina: il 19 settembre.

Tanti lavoratori faranno comunque sciopero e protesteranno ancora una volta, ma lo faranno separati. E la causa rischia di uscirne indebolita proprio nel momento più delicato.