La Family boat della Global Sumud Flotilla è stata attaccata in Tunisia
La Global Sumud Flotilla è stata colpita nella notte mentre era ormeggiata al porto di Sidi Bou Said, nei pressi di Tunisi. L'attacco ha interessato la Family boat, una delle principali imbarcazioni della delegazione spagnola, a bordo della quale viaggiavano anche diversi membri del comitato organizzatore, fra cui Greta Thunberg, Yasemin Acar e Thiago Avila.
Secondo le testimonianze raccolte, prima un ronzio, poi l’esplosione e le urla di allarme dell’equipaggio: «Il drone è arrivato sopra di noi e ha sganciato la bomba, improvvisamente tutto il ponte è andato a fuoco», ha raccontato Acar in un video diffuso subito dopo l’attacco. Le fiamme hanno causato gravi danni al ponte superiore, all’albero maestro e a parte della stiva. Nessun ferito tra i presenti. «Ho visto chiaramente un drone a 4 metri dalla mia testa lanciare una bomba sul ponte di prua della nave», ha dichiarato l'attivista Miguel Duarte che al momento dell'attacco era a bordo della Family Boat.
La Global Sumud Flotilla è stata attaccata da un drone
Le autorità tunisine, però, smentiscono l’accaduto. «Secondo i primi accertamenti, si è verificato un incendio nei giubbotti di salvataggio», ha dichiarato all’Afp Houcem Eddine Jebabli, portavoce della Guardia Nazionale, precisando che «non è stato rilevato nessun drone». La versione è stata contestata dagli attivisti, che hanno diffuso immagini dell'attacco e parlano di «un atto di aggressione che non ferma la missione della Flotilla, diretta a Gaza per rompere l’assedio e portare solidarietà alla popolazione palestinese».
La Family boat, battente bandiera portoghese, risulta ora gravemente compromessa: «A bordo stanno tutti bene e le fiamme sono state spente», ha confermato Acar, aggiungendo che sarà impossibile riprendere la navigazione in tempi brevi. Le autorità tunisine hanno aperto una formale inchiesta e i lavori di riparazione potranno iniziare solo quando ci saranno le condizioni di sicurezza.
«Il Governo difenda la nostra missione per Gaza»
«Ancora una volta – ha affermato l’attivista – hanno bombardato una barca con a bordo civili in territorio tunisino». Già a maggio, un’altra nave della Flotilla, la Al Damir, era stata danneggiata in circostanze simili al largo di Malta. Sul posto è arrivata anche la relatrice speciale ONU sui Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, che in un video ha dichiarato: «se dovesse essere confermato che questo è un attacco con un drone si tratterà di un'aggressione contro la Tunisia e la sua sovranità. Non possiamo tollerare e normalizzare l'illegalità. Verifiche sono in corso». Albanese ha poi partecipato anche alla conferenza stampa convocata dagli attivisti per parlare dell'accaduto.
Il discorso di Francesca Albanese agli attivisti dopo l'attacco alla Global Sumud Flotilla
La missione internazionale, che riunisce attivisti di diversi Paesi, ribadisce la volontà di proseguire: «Gli atti di aggressione mirati a intimidirci o a far fallire la nostra missione non ci fermeranno. Il nostro obiettivo collettivo di rompere l’assedio su Gaza e di esprimere solidarietà al suo popolo prosegue».
Al momento resta incerta la tabella di marcia: l’equipaggio della Family boat potrebbe essere redistribuito su altre imbarcazioni o su una nave sostitutiva. La notte appena trascorsa, sottolineano gli organizzatori, è stata di «rabbia, paura e apprensione».