Studenti palestinesi bloccati a Gaza: «Attivate percorsi umanitari»
Più di cento studenti hanno già ottenuto borse di studio in università italiane, ma sono impossibilitati a lasciare Gaza. È la denuncia che fa una rete di associazioni, come «Fiori dai cannoni» e «Gaza students beyond borders», che chiede al governo italiano interventi immediati per garantire agli studenti nella Striscia, vincitori di borsa, la possibilità di partire. Senza corridoi umanitari, infatti, per questi ragazzi e ragazze sarà quasi impossibile arrivare in Italia e iniziare il loro percorso.
I promotori chiedono al Governo italiano di attivarsi subito: predisporre un trasporto sicuro per l’evacuazione, rilasciare visti di emergenza educativa, qualificare l’operazione come missione umanitaria e coordinarsi con i Rettori degli atenei – sono 35 le università aderenti al progetto, tra cui Parma e Modena-Reggio – così da consentire l’ingresso in Italia entro il 15 settembre 2025, data di avvio del semestre accademico. Già il 18 agosto è stata inviata una diffida formale al Governo, firmata anche dalle università coinvolte, per sollecitare un intervento immediato.
L’iniziativa si fonda su principi sanciti dalla Costituzione italiana (art. 33 e 34), dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE (art. 14), dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (art. 26), oltre che dal diritto internazionale umanitario. Esistono strumenti giuridici concreti: dall’art. 25 del Regolamento (CE) 810/2009, che consente visti umanitari, alla IV Convenzione di Ginevra, che prevede protezione speciale per studenti e civili, fino alla Direttiva 2001/55/CE sulle misure straordinarie di protezione.
A sostegno degli studenti si è espressa anche la giustizia amministrativa: il TAR del Lazio ha già riconosciuto il diritto all’ingresso in Italia per tre studentesse vincitrici di borsa di studio, stabilendo un precedente importante.
Ma i bandi universitari pongono ostacoli insormontabili: come ricorda la ricercatrice Serena Autiero a Repubblica, «richiedono il passaporto, ma per gli studenti che vivono a Gaza sotto assedio è impossibile da avere, così come è impossibile raggiungere gli uffici competenti per richiedere i visti».
Sul tema è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Ci stiamo impegnando per ricevere sia bambini che studenti. Non è facile», ha ammesso, sottolineando che anche la ministra dell’Università Anna Maria Bernini è coinvolta su questo.
«Non si possono predisporre bandi complicati, anche solo da consultare, e poi non preoccuparsi di come concretamente portare in Italia queste ragazze e ragazzi» ha dichiarato l’on. Gilda Sportiello (M5S) in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. «È importante insistere su questo progetto: ci sono studenti che hanno già vinto e vanno salvati».