I ricchi dentro le città, studenti e lavoratori fuori
Puntuale come l’estate, che passato il 15 agosto volge verso la fine delle vacanze e quindi il rientro in città, sono stati pubblicati i nuovi dati di Immobiliare.it sugli affitti. Se a settembre dovrete trasferirvi il quadro che emerge, un po’ in tutta Italia, si conferma complesso.
In media in Italia l’affitto di una camera singola in una grande città è di 613 euro. Al primo posto si conferma Milano, con 732 euro, cifra che sale ben oltre gli 800 euro nelle zone più centrali. Praticamente un affitto per un giovane studente o lavoratore fuori sede nel capoluogo lombardo costa poco meno di alternative europee blasonate come Amsterdam (969 euro) e Parigi (750 euro). Ma gli stipendi italiani sono decisamente più bassi rispetto alle grandi capitali UE. In uno dei pochi Paesi europei in cui gli stipendi – per almeno vent’anni – sono stati erosi dall’aumento del costo della vita, il potere d’acquisto rimane al palo: vivere in una città come Milano significa bruciare in affitto oltre un terzo del reddito mensile, cioè la quota che viene ritenuta ragionevolmente sostenibile, secondo gli economisti, per coprire le altre spese con il resto dello stipendio.
Non se la passa meglio Bologna, al secondo posto della classifica con 632 euro al mese, e Firenze, terza con 606 euro. Al quarto posto c’è la capitale Roma con 575 euro, che diventano 695 euro in zona Testaccio-Trastevere e 676 ai Parioli. Mentre a Milano, Bologna e Napoli la domanda di affitti è in calo – nelle ultime due si raggiungono cifre importanti, rispettivamente addirittura un -38% e un -47% – Roma sembra essere il nuovo fulcro attrattivo del Paese. Qui si registra infatti un +20% rispetto al 2024. Solo a Venezia (+30%) e Genova (+59%) la crescita è più alta. Se invece volete trovare una stanza più agilmente, le città in cui la disponibilità è aumentata in modo più marcato sono Napoli (+95%), Padova (+89%) e Novara (+64%).
Tornando ai prezzi: dopo Milano, Bologna, Firenze e Roma, la quinta città più costosa è Trento (544 euro); segue Brescia (519 euro), Modena (506 euro) e Padova (502 euro). Poi sotto i 500 euro troviamo Torino (476 euro), Verona (473 euro), Bergamo (466 euro), Venezia (453 euro) e Napoli (445 euro). Le 3 grandi città più convenienti d’Italia sono invece Foggia (249 euro), Catanzaro (243 euro) e Chieti, che rimane sotto i 230 euro.
Dopo anni di aumenti sostanziosi nei prezzi, guidati da un aumento delle richieste, si va verso un equilibrio tra domanda e offerta. Ciò, secondo Immobiliare.it, favorirà anche la stabilizzazione del costo degli affitti. Per ora «studenti universitari e giovani lavoratori fuori sede mostrano una crescente propensione a spostarsi verso aree periferiche o ben collegate alle grandi città, alla ricerca di soluzioni abitative più accessibili, non solo in termini di canone per posto letto ma anche rispetto al costo complessivo dell’immobiliare», commenta Luke Brucato, Chief Strategy Officer di Immobiliare.it Insights.
«A livello nazionale – continua – la domanda si mantiene complessivamente stabile, ma registriamo una crescita nel volume degli annunci contattati: un segnale che conferma il costante interesse da parte del mercato. In questo contesto, è plausibile attendersi, nel medio periodo, una stabilizzazione dei prezzi, che tradizionalmente reagiscono con maggiore ritardo ai cambiamenti di scenario».