Dal 29 giugno al 30 settembre 2025, il Comune di Specchia, uno dei borghi più belli d’Italia, ha deciso di vietare comizi, manifestazioni politiche, volantinaggi e l’esposizione di bacheche o materiali a contenuto politico nel centro storico.

 Il provvedimento, firmato dalla sindaca, è motivato dalla volontà di «tutelare l’ordine pubblico e la pace sociale», per garantire «ai turisti e cittadini tutti quella serenità di incontrarsi ed intrattenersi serenamente senza essere investiti da argomenti che nulla hanno di intrattenimento o svago o che possono ingenerare false informazioni o confusioni che potrebbero arrecare danno all’attività di fruizione turistica e all’immagine del paese».

L’ordinanza si applica alle principali zone del centro storico di Specchia: Piazza del Popolo, via Umberto I, piazzetta San Giovanni, piazzetta Sant'Oronzo e il tratto pedonale di via Matteotti. In queste aree, che sono il centro dell’estate specchiese e meta privilegiata di turisti, sarà vietata qualsiasi attività politica visibile. Le manifestazioni potranno tenersi «in altri luoghi idonei, e comunque sulla restante parte del territorio comunale, purché siano, comunque, ad una distanza minima di mt. 200 aerei dal perimetro del centro storico».

L’obiettivo dichiarato è quello di garantire un’estate all’insegna del relax e del turismo, evitando situazioni che possano turbare il clima festivo e l’immagine del borgo. Tuttavia, la misura ha immediatamente acceso un acceso dibattito pubblico, con diverse voci della società civile, forze politiche e associazioni che l’hanno considerata una grave limitazione della libertà di espressione, in contrasto con l’articolo 21 della Costituzione.

Il rischio è quello di affermare una visione riduttiva e passivizzante del turismo, inteso come semplice svago disimpegnato, privo di contatto con la realtà sociale, con la cultura viva, con il pensiero critico. Una concezione che svuota i luoghi della loro complessità, trasformandoli in scenografie silenziose e innocue.

Ma i luoghi belli non sono solo cornici da fotografare: sono spazi abitati, attraversati da voci, relazioni, contraddizioni. Spazi in cui la politica ha pieno diritto di esistere, perché dove ci sono cittadini, c’è confronto; e dove c’è confronto, c’è democrazia.

E non c’è democrazia possibile senza il diritto di parola nei luoghi pubblici, senza la libertà di esprimersi, di dissentire, di proporre. La bellezza non può essere separata dalla libertà.