Dal 1° luglio 2025, Glovo ha assunto direttamente con contratto regolare circa 14mila rider in tutta la Spagna. L’azienda di consegne si è adeguata così ufficialmente alla “Ley Rider” del 2021, che obbliga le piattaforme digitali a riconoscere come dipendenti i propri fattorini, mettendo fine al modello basato sui lavoratori autonomi.

Negli ultimi anni, Glovo aveva accumulato multe per svariati milioni di euro a causa del mancato rispetto della legge, continuando a considerare i rider come lavoratori indipendenti. La piattaforma aveva ricevuto forti pressioni dal governo e dai sindacati spagnoli, che chiedevano maggiori diritti e tutele per i fattorini.

I nuovi contratti prevedono ferie pagate, assicurazione sanitaria, contributi previdenziali e un orario di lavoro regolamentato. Glovo aveva proposto inizialmente l’assunzione a 34 mila rider: solo 14 mila hanno accettato finora, mentre molti altri avrebbero preferito mantenere lo status di lavoratore autonomo perché il contratto proposto sarebbe obsoleto e gli orari e le retribuzioni sono svantaggiose. Per compensare la mancanza di personale in alcune città, Glovo collaborerà con società esterne che assumeranno direttamente altri rider con contratti subordinati. Questa soluzione ha comunque sollevato dubbi tra i sindacati, preoccupati dalla possibilità che le condizioni di lavoro possano variare da un'impresa all’altra.

Intanto, altri competitor come Uber Eats continuano ad affidarsi al modello dei lavoratori autonomi, ma restano sotto osservazione delle autorità spagnole.

La Spagna è il primo grande mercato europeo in cui Glovo passa interamente al modello di contratti subordinati, segnando un precedente significativo per l’intero settore del delivery.