Nell'azienda ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta, il servizio di Interruzione Volontaria della Gravidanza (IVG) è stato sospeso dopo le dimissioni dell'unico ginecologo non obiettore. La situazione era stata denunciata anche dai collettivi transfemministi come Cca nisciun e fessa, Collettiva transfemministace e Officinafemminista, che da anni monitorano lo stato del diritto all’accesso a un aborto sicuro e garantito nella zona. I collettivi hanno dato vita a una forte mobilitazione dal basso, spingendo la struttura a dover dare spiegazioni.

Il direttore del Sant'Anna e San Sebastiano, Gaetano Gubitosa, ha dichiarato che il 15 giugno «è stato immesso in servizio un ginecologo non obiettore, e dunque entro luglio potremo ripartire con il servizio, che andrà poi a regime da settembre, quando entreranno in organico altri due medici non obiettori».

«Ho presentato una interpellanza al governo perché siamo di fronte all’ennesima violazione della legge, l’ennesima sottrazione di un nostro diritto, e perché dobbiamo sapere ad oggi, e non nel 2022, anno a cui risalgono i dati che abbiamo a disposizione, cosa accade nel nostro Paese, quanti ospedali esercitano di fatto una obiezione di struttura», ha scritto la deputata del Movimento 5 Stelle Gilda Sportiello. «Non è accettabile e nemmeno è consentito».

In generale, in Campania l’accesso all’IVG è da tempo profondamente compromesso a causa dell’alto tasso di obiettori e delle poche strutture in cui è possibile ricorrere all’intervento. Nel frattempo, l’Assemblea Regionale Siciliana ha introdotto una legge in materia di sanità che prevede l’obbligo per gli ospedali pubblici di assumere medici e altro personale non obiettore di coscienza, garantendo così l’attuazione della legge 194, che permette di interrompere volontariamente una gravidanza.