Un allevamento di conigli a Lomazzo (Como) ha cessato l’attività dopo una denuncia di Essere Animali, scattata grazie alla segnalazione di una cittadina che aveva notato carcasse e ossa nei campi adiacenti.

Nel 2022 l’associazione aveva documentato le condizioni critiche dell’allevamento: strutture fatiscenti, gabbie arrugginite e sporche, pavimenti in rete metallica, accumuli di escrementi e circa 5.000 conigli costretti in spazi angusti e privi di arricchimenti ambientali.
«In alcuni casi sei conigli erano ammassati nella stessa gabbia», si legge nel comunicato stampa dell’associazione.

La Procura aveva poi archiviato il caso per assenza di estremi penali, ma l’ATS (Agenzia di tutela della salute) Insubria ha confermato le criticità, già oggetto di prescrizioni nel 2017. Dopo l’ispezione, l’allevamento è stato classificato a rischio elevato e sottoposto a nuove prescrizioni. Di fronte alla necessità di interventi strutturali e igienici, la proprietà ha scelto di chiudere.

Secondo Essere Animali, in Italia oltre il 90% dei 4.000 allevamenti di conigli prevede ancora l’utilizzo delle gabbie, con 10 milioni di animali coinvolti. La Lombardia, seconda solo al Veneto, ne conta circa 1,5 milioni.

Le gabbie standard offrono solo l’1% dello spazio di cui un gruppo di conigli avrebbe bisogno in natura, impedendo loro di saltare, allungarsi o sollevarsi. L’EFSA ha identificato la restrizione del movimento come la principale causa di malessere. Inoltre, l’assenza di materiali da rosicchiare porta a comportamenti aggressivi e lesioni.

«Questo caso mostra quanto sia diffuso il problema e quanto sia importante il ruolo attivo dei cittadini», afferma Simone Montuschi, presidente di Essere Animali.

«In Europa nove cittadini su dieci sono contrari alle gabbie, eppure oltre 300 milioni di animali vivono ancora così, più di 40 milioni solo in Italia», aggiunge.

«Chiediamo al Governo di vietare le gabbie e sostenere sistemi più rispettosi del benessere animale, in linea con la crescente sensibilità dei consumatori», conclude Montuschi.