Emergenza abitativa, il cardinale Zuppi: «Affitti troppo alti, il welfare non può basarsi sui monolocali»
Parlando a Bologna durante la presentazione del rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà dal titolo emblematico "Come si fa a tenere su il welfare se diventiamo sempre meno, sempre più vecchietti, cronicizzati, con delle patologie?", il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei e arcivescovo di Bologna, ha messo al centro del suo intervento il nodo critico dell’abitare.
«Se la prospettiva è che i due terzi del mio stipendio siano assorbiti unicamente dalle spese abitative, allora ogni altra aspirazione e necessità rischia di svanire. E la casa, pur pagata a caro prezzo, rimane spesso un angusto monolocale, simbolo di una limitazione esistenziale», ha affermato, tracciando con lucidità l’impatto che un mercato immobiliare fuori controllo può avere sulla vita delle persone.
Per Zuppi, non è solo una questione economica, ma anche esistenziale. «L'affitto non dovrebbe mai superare la soglia del 30% dello stipendio. Solo al di sotto di questa percentuale, forse, potremmo ambire a qualcosa di più di un semplice monolocale, aprendo la strada a maggiori opportunità e a una qualità della vita più dignitosa», ha proseguito, indicando una soglia chiara oltre la quale si compromette il benessere delle famiglie.
Non si tratta solo di metri quadrati, ma di dignità. Zuppi ha toccato anche il lato più profondo della questione abitativa, quello psicologico ed emotivo: «È difficile e deprimente vivere costantemente in un monolocale, si percepisce una certa tristezza che pervade l'esistenza. Un modello di welfare basato sulla proliferazione di monolocali non può certamente garantire un futuro sereno e inclusivo per la nostra società».
Il suo appello finale è rivolto a chi ha responsabilità nella costruzione del sistema di welfare: «Auspico vivamente che prendano in seria considerazione le sollecitazioni e la chiara evidenza di questo ulteriore allarme. È imperativo che, insieme, si riescano a individuare risposte adeguate a questa sfida cruciale. La casa non è solo un tetto, ma una delle priorità fondamentali per la dignità della persona e per la costruzione di un tessuto sociale coeso e prospero».