Ungheria, nuova legge contro i media indipendenti: la libertà di stampa è sotto attacco in tutta Europa
a cura di Francesca FestaTemevamo questo momento da mesi. Ciò che il governo ungherese ha fatto supera ogni peggior previsione.
Nella notte del 13 maggio, Fidesz — il partito ultraconservatore di Viktor Orbán, al potere dal 2010 — ha introdotto una legge che prevede la sorveglianza dei media e delle ONG che ricevono “finanziamenti stranieri”. Ciò include donazioni da cittadini che vivono fuori dall’Ungheria, così come sovvenzioni europee. La motivazione ufficiale: proteggere la sovranità nazionale. La motivazione reale: soffocare le voci critiche, a un anno dalle elezioni legislative.
Il testo prevede sanzioni gravi senza possibilità di appello: multe fino a 25 volte l’importo ricevuto, congelamento dei conti bancari, revoca dei benefici fiscali o persino la chiusura dell’attività. Il messaggio da parte del potere è chiarissimo:
«Silenzio. O sparite.»
Per Sphera Network, questa è una minaccia diretta. Il nostro partner 444.hu, uno dei pochi media indipendenti ancora attivi in Ungheria, è un obiettivo primario. È noto per le sue inchieste rigorose, una rete solida di reporter locali e l’indipendenza editoriale.
Lo scorso anno, un’indagine di 444 ha rivelato uno degli scandali politici più gravi della recente storia ungherese: le autorità avevano concesso la grazia a un funzionario di Fidesz coinvolto nella copertura di un caso di abusi su minori. Da allora, su 444 si sono abbattute crescenti pressioni: falsi report sulle sue collaborazioni europee, minacce ai finanziamenti, restrizioni bancarie in sospeso. Un attacco brutale, mirato, ingiustificabile.
Ma la posta in gioco va ben oltre l’Ungheria. È un segnale d’allarme per tutto il continente.
Sphera Network riunisce media indipendenti e impegnati: StreetPress (Francia), VDNews (Italia), El Salto (Spagna), Popaganda (Grecia), 444 (Ungheria), Krytyka Polityczna (Polonia). Redazioni radicate nei territori, guidate da giornalisti che indagano e cercano di dare senso alla complessità sociale e politica dell’Europa. Contropoteri essenziali. Abbatterli significa indebolire la democrazia stessa.
Ovunque, le redazioni indipendenti affrontano minacce — economiche, legali, politiche — che mirano a limitare la loro capacità di informare. Non si tratta più di lanciare l’allarme. È il momento di resistere.
La stampa, le istituzioni europee, le ONG e i cittadini devono unirsi alla resistenza. Con solidarietà, vigilanza e sostegno politico ed economico. Per difendere ciò che ci tiene uniti. Per salvare ciò che costituisce le fondamenta dell’Europa: accesso libero, indipendente e pluralistico all’informazione.
Oggi l’obiettivo è 444 e con lui i media indipendenti ungheresi. E domani, chi sarà il prossimo?
Oggi, la libertà di espressione è un atto di resistenza, in Ungheria e in tutta Europa.
Abbiate cura di voi stessi e dei vostri media.