Il Social Forum dell’Abitare arriva a Napoli: tre giorni per unire le lotte per il diritto alla casa
Di sfratti, affitti inaccessibili e gentrificazione si parla spesso come se fossero problemi confinati a una sola città. Ma la crisi abitativa è una questione nazionale. È partendo da questa consapevolezza che oltre 400 organizzazioni – tra movimenti sociali, sindacati inquilini, comitati di quartiere, cooperative, amministratori locali ed esperti – hanno dato vita alla Rete nazionale per il diritto all’abitare, un coordinamento nato per riportare al centro dell’agenda pubblica il tema della casa come diritto universale.
Dal 22 al 24 maggio, Napoli ospita la seconda edizione dell’Assemblea nazionale del Social Forum dell’Abitare, un appuntamento annuale di confronto e progettazione collettiva. Il punto di partenza sarà il Cantiere 167 in viale della Resistenza a Scampia, nel cuore del quartiere simbolo della rigenerazione urbana dal basso. Qui le reti campane si confronteranno sul “Manifesto locale”, un documento partecipato che raccoglie proposte concrete e bisogni condivisi.
«L'Assemblea nazionale vuole essere uno spazio di confronto e di elaborazione collettiva, ma anche un momento per rafforzare le reti di solidarietà e di lotta per il diritto all'abitare», spiegano i promotori. Perché «in un momento storico segnato da crisi abitative sempre più acute, speculazione immobiliare e gentrificazione, è essenziale costruire alleanze tra territori e mettere in rete le esperienze di resistenza e di autogestione».
L’evento si articola in plenarie, tavoli tematici e workshop, con l’obiettivo di costruire strategie condivise e pratiche replicabili nei diversi contesti locali. La tre giorni si chiuderà venerdì 24 maggio con un’assemblea plenaria, durante la quale verranno raccolte le proposte emerse e annunciate le prime date di mobilitazione nazionale.
L’iniziativa ruota attorno a sei punti programmatici fondamentali, considerati imprescindibili per una politica abitativa giusta ed efficace. Il primo è la necessità di garantire il diritto all’abitare attraverso un piano nazionale per l’edilizia pubblica e sociale, con finanziamenti stabili, stop alla vendita degli immobili pubblici e una fiscalità equa. Al secondo posto, l’urgenza di fermare il consumo di suolo e valorizzare gli immobili pubblici e privati oggi inutilizzati, riconvertendoli in alloggi popolari a funzione sociale.
Centrale è anche la volontà di rigenerare le città, le periferie e la qualità della vita degli abitanti, restituendo ai Comuni il governo del territorio e coinvolgendo le comunità locali nei processi di trasformazione urbana. Un altro punto riguarda il rafforzamento del welfare abitativo, attraverso il rifinanziamento dei contributi per affitto e morosità incolpevole, la sospensione degli sfratti senza alternativa abitativa, e il contrasto alla povertà energetica.
A questo si aggiunge la necessità di calmierare i canoni di affitto e regolamentare le locazioni turistiche brevi, per tutelare la residenzialità e la qualità della vita nei quartieri. Infine, viene sottolineata l’urgenza di garantire il diritto allo studio attraverso politiche abitative per studenti, contrastando la speculazione alimentata dai fondi PNRR e monitorando il mercato privato delle stanze.
Il Social Forum dell’Abitare è aperto alla cittadinanza e a tutte le realtà interessate. L’obiettivo? Rimettere al centro il diritto alla casa come fondamento di una società più equa, solidale e sostenibile.